PREMANA/DOPO IL KO. PAOLA POMONI “HO LOTTATO CONTRO LE DIMISSIONI. E PER VOTARE SÌ”

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PREMANA – Consiglio agitato, con dimissioni prima durante e dopo. Comune commissariato, nessuna decisione sullo sgravio dell’uso civico in Fraina, polemiche a non finire e una campagna elettorale già aperta a Premana.

A tutto ciò si aggiunge una lettera ricevuta dalla nostra redazione e firmata da Paola Pomoni (ultima consigliera di maggioranza sulla barricata, che però ci scrive “da privata cittadina”).

Ecco la sua missiva:

Gentile  Direttore,

pomoni-paola-1ple scrivo in seguito all’articolo comparso oggi sulla testata Valsassina News dal titolo “Ciao Nicola […]“.

Non ho mai inviato scritti al suo giornale, ma ora – da privata cittadina – mi permetto di farlo. Premetto che parlo unicamente a titolo personale. La mia non è una lettera condivisa o studiata con alcuno e ciò che scrivo riguarda esclusivamente il mio pensiero. Ovviamente discutibile, ma, se mi è permesso, dignitoso come qualunque altro ospitato sul quotidiano.

Innanzitutto trovo la sua ricostruzione un tantino superficiale. E le spiego perché. Qualunque impegno di “battaglia” espresso in campagna elettorale si prefigge – appunto – un impegno, una disponibilità a spendersi: non può certo garantire la vittoria.

Su questo punto sfido chiunque a negare l’impegno dell’amministrazione uscente, e in particolare del sindaco Fazzini. Impegno che si è concretizzato innanzitutto nella disponibilità ad affiancarsi al comitato. Impegno derivato dalla percezione di poca trasparenza degli amministratori precedenti. Converrà del resto che la battaglia amministrativa sia più complicata della lotta “extra-parlamentare”. C’è chi, interpellato a suo tempo, ha scelto di limitarsi a quest’ultima e chi invece ha voluto giocarsi di persona. Se questa è mancanza di coraggio….

Ma veniamo all’oggi. Per sgombrare il campo rispetto alle tante, tante illazioni, mi prendo la briga di manifestare la mia posizione. Avrei voluto arrivare in Consiglio. Ho lottato per giorni contro la proposta di dimissioni. Volevo che si arrivasse in Consiglio, anche decimati, ma PER VOTARE SI, NON NO..

Sa, talvolta credo anch’io che la battaglia legale si potesse vincere, nonostante una convenzione che, non sono parole mie, “ci ammanetta”. Ma nessuno può dare garanzia assoluta di ciò. Nemmeno l’avvocato Brambilla. In caso di sconfitta – eventualità che, se non si vuol esser pazzi, si dovrà pur valutare – probabilmente come singoli amministratori ne saremmo perfino usciti bene (“non c’è dolo”), ma  avremmo ucciso il paese. Non solo: sarebbe stato finanziariamente insostenibile, da subito, il percorso per arrivare in giudizio, dovendo – per legge – mettere in conto un cospicuo fondo di garanzia e dovendo corrispondere le necessarie parcelle ai legali (proporzionate alla posta in gioco).

Eppure non dovevamo mollare, perché Premana meritava un’amministrazione che almeno concludesse ciò che aveva in corso (e chiudesse il bilancio). Premana è la gente che lavora, che studia, che vive e invecchia qui. Non è solo la val Fraina.  Con un SI avremmo avuto lapidazioni a destra e a manca (anche dal suo giornale), ma con la coscienza pulita, la consapevolezza di aver fatto ciò che era realisticamente possibile fare, e con la possibilità di garantire almeno le necessità più immediate del paese.

Rimasti in due, siamo stati costretti ad un esame di realtà circa la possibilità stessa di proseguire, così decimati. Abbiamo dovuto cedere le armi.

Questo è il chiarimento che ci tenevo a fare: ho rifiutato di rispondere a chi mi chiedeva, la sera del 12, cosa avrei votato, ma sono libera ora (ad amministrazione caduta) di esprimere la mia posizione. So che non riceverò altro che critiche, ma amo la chiarezza, mi fa stare meglio. E – ribadisco – oggi parlo solo per me.

Vorrei rispondere anche, se mi permette, al signor Giuseppe Verdi, anima bella che commentava l’articolo di oggi. Faccio presente che questa “gente incapace e inutile” si è presa la briga di mettersi in gioco, di sporcarsi le mani. Anche di fare errori (lei ne fa mai?). Quanto poi al “guadagnare qualcosa dalla politica” un amministratore di paese riesce – tutt’al più – a non perderci. Ah no, mi scusi: fossimo andati in consiglio a votare No, avremmo senz’altro guadagnato lodi sperticate da molte parti. Posizione sociale di spicco, wow. Salvo poi dover chiedere a tutti di mettere mano drasticamente al portafoglio.

Mi si perdoni lo sfogo,

Paola Pomoni

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NOTA A MARGINE
L’ultimo riferimento (a “Giuseppe Verdi”) è per un commento su Facebook.
Il nostro giornale – ogni giornale – interpreta ciò che “legge” sul e dal territorio. E tra quel che Valsassinanews osserva c’è la non difesa dell’ambiente [“Non è solo la val Fraina”, “sarebbe stato finanziariamente insostenibile, da subito, il percorso per arrivare in giudizio” ecc. ecc.].
Dunque, pur apprezzando lo sforzo di Pomoni, non possiamo che confermare (la lettera è una conferma) i contenuti del nostro editoriale di ieri: “…Un’amministrazione nata anche e soprattutto per contrastare le centrali, una lista che aveva scritto a chiare lettere nel suo programma di voler “dare un fermo alle concessioni in un territorio come quello di Premana” non ha avuto il cuore (eufemismo) di reagire alla minacciosa diffida che nelle sue ultime righe chiamava in causa direttamente sindaco e consiglieri”.

VN

 

 

 

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