SCOPERTE SPELEO: QUELLA “AUTOSTRADA DEL SOLE” IN GRIGNA. TUTTE LE IMMAGINI

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GRIGNA SETTENTRIONALE – Prosegue infaticabile l’attività del progetto “InGRIGNA“, con un ulteriore avanzamento nella ormai celeberrima grotta “W le donne“. Otto speleologi provenienti da tutta Italia hanno raggiunto una nuova galleria le cui dimensioni (ma non solo) hanno fatto decidere per una denominazione ancora una volta quanto meno curiosa.

Ecco due “diari” delle conquiste del gruppo, avvenuta negli ultimi giorni circa 1000 metri sotto il Moncodeno:

L'immagine può contenere: spazio all'apertoDopo altre 5 ore di pompaggio siamo riusciti ad aprire il sifone e passare.
Siamo arrivati al limite esplorativo conosciuto, abbiamo sceso il pozzo di 20 metri e ci siamo affacciati sulla forra (30 metri?) non scesa per mancanza di corde.
Traversando sopra il pozzo abbiamo raggiunto una galleria (2×3) e abbiamo esplorato un 400 metri nuovi con alcuni sprofondamenti e diverse diramazioni.
Il Pozzo si e’ deciso di dedicarlo a Dario Basola (uno dei primi esploratori di WLD) mentre la Galleria principale abbiamo pensato di chiamarla L’Autostrada del Sole sia per le dimensioni che per il fatto che le ultime esplorazioni sono state fatte da speleologi di Tutta Italia!
L'immagine può contenere: spazio all'apertoPartecipanti: William Biordi, Fabio Bollini, Marco Corvi, Alex Rinaldi, Pamela Romano,Gianluca Selleri,Romeo Uries e Pascal Vacca.

Alex – Progetto InGRIGNA

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È un’aria infernale quella che tira laggiù, lungo il Ramo del Cobra, ad oltre 1000 metri di profondità .. Ricordo chiaramente ciò mi stupì maggiormente fu il fatto che nel passaggio allagato di Puciowskj i sacchi non venivano affatto trasportati a valle dalla corrente, ma riportati a monte dall’aria.

Fu proprio Badino a ipotizzare che quel lungo tratto sub-orrizzontale, che richiede moltissime ore di progressione con la stagna per attraversarlo, non poteva che essere un’anello di collegamento fra due mondi distinti.

L’aria decisa e senza alternative raccontava di due complessi a sé stanti, due mondi connessi solo da quel budello con i suoi scomodi passaggi, al limite, e dove chiaramente avverti che ogni mossa falsa che farai la pagherai cara.

Questi stretti passaggi, erano come muri da superare, ed ora che l’ultima porta, la più dura, la più difficile é stata abbattuta, ci ha permesso di affacciarci per esplorare davvero, per la prima volta, quell’altro mondo, quello vero, dove le acque di raccolta di tutti i grandi abissi della Grigna si radunano in grandi ambienti, per poi scendere al lago.

ingrigna-bollini-fabioÈ stata una emozione fortissima. Come poche volte capita nella vita.

È un luogo straordinario, un labirinto di grandi gallerie fossili, ambienti, ed enormi forre che si perdono nel buio.

I dati ci dicono che abbiamo ancora da percorrere otto chilometri e mezzo e più o meno altri 800 metri di dislivello. Pazzesco. Siamo qui in Italia e mi sembra di vivere in un sogno.

Grazie a tutti,
Fabio Bollini – Progetto InGrigna

L'immagine può contenere: 11 persone, persone in piedi, spazio all'aperto e natura

 




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