MUSICA SENZA FRONTIERE, SANDRO JOYEUX TRASCINA I MIGRANTI DI CREMENO COI RITMI DELLA LORO AFRICA

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sandro joyeux - artiginanelli (12)CREMENO – A sciogliere il gelo invernale alla colonia degli Artigianelli di Maggio è arrivato il caldo torrido africano. Con musiche da tutto il mondo e canti in dialetti locali, italiano e francese l’ospite della serata, il musicista franco-italiano Sandro Joyeux ha incantato il pubblico. Le sue canzoni, basate su esperienze di viaggio e che riportano alla mente le emozioni provate nel percorso, si sono rivelate capaci di trascinare tutti i presenti regalando una serata indimenticabile ai richiedenti asilo ed allo staff di educatori. E sul palco ci sono saliti anche i migranti, prima insieme a Sandro e poi in compagnia della sua chitarra.

sandro joyeux - artiginanelli (1)Partito con il tour da Lampedusa, la tappa di Maggio per Joyeux è una tra le tante in cui coinvolge le comunità di rifugiati offrendo momenti di condivisione, nostalgia e unità. Sostenuto dall’UNHCR, l’artista propone le musiche di quelle terre da cui i richiedenti asilo sono dovuti fuggire. Joyeux è motivato nella sua impresa sia dal suo background personale sia dai suoi viaggi nel West e North Africa dove ha potuto familiarizzare con le lingue locali e i canti tradizionali.

sandro joyeux - artiginanelli (8)Per la cooperativa che gestisce il centro d’accoglienza in località Casere il concerto si è rivelato un’occasione preziosa di inclusione. La Tre Fontane cerca di coinvolge i ragazzi attraverso corsi professionali e diverse attività allo scopo di facilitare il loro percorso di integrazione e di aiutarli nel superare le difficoltà dovute alla loro precaria situazione. Oltre ai trenta che in questi mesi hanno superato l’esame ministeriale di italiano un esempio interessante viene dato dall’arteterapia che permette di riattivare le capacità manuali e progettuali dei ragazzi, con la lavorazione di materiali come il legno e l’argilla.

sandro joyeux - artiginanelli (9)La seconda parte della serata ha visto il contributo musicale dei ragazzi del centro. Attraverso le loro performance, su basi dub o imbracciando una chitarra, hanno condiviso la centralità della musica nella loro cultura. L’evento ha così avuto un’importanza speciale per il pubblico che nonostante le origine diverse era unito dalla musica.

R.K.D.




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