13 TESTI DA SENTIRE: ANCORA UN RINVIO PER IL CASO DELL’ALPINISTA MORTO DOPO ESSERE PASSATO PER LA GUARDIA MEDICA DI INTROBIO



LECCO – Rimandato al prossimo giugno del 2018 il processo nei confronti di Furio Riccio, il medico accusato di omicidio colposo per la morte di Luca Borghetti di Annone Brianza, alpinista del Gruppo Gamma deceduto all’età di 52 anni il 13 aprile 2014.

PRESIDIO ASL ATS INTROBIO SCEREGALLI ESTERNOL’uomo, dopo essere stato colpito da un malore mentre stava arrampicando in Valsassina, sulle placche vicino alla Cademartori, si era recato alla Guardia medica di Introbio: in quella sede gli sarebbe stato detto che lì non erano attrezzati per accoglierlo, suggerendo l’ospedale di Lecco. Sfortunatamente, una volta arrivato al Pronto Soccorso del ‘Manzoni‘ Borghetti aveva già subito l’arresto cardiaco fatale ed era deceduto,nonostante le manovre specifiche alle quali era stato prontamente sottoposto nel capoluogo.

Nella prossima occasione verranno ascoltati ben 11 testimoni del Pubblico Ministero Silvia Zannini oltre a due per i periti. Successivamente è probabile una ulteriore udienza prima che il giudice Enrico Manzi pronunci l’attesa sentenza in merito. A difendere il medico di Guardia è il legale Rocco Giovinazzo del Foro di Como mentre la parte civile è rappresentata dall’avvocato Marco Sangalli.




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