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LA SCOMPARSA DI CERATI/I RICORDI

Scritto da: Redazione Introbio - 03/11/2011

LA SCOMPARSA DI CERATI/I RICORDIConoscenti, amici, sindaci rievocano una figura fondamentale come quella di Mario Cerati. Una pagina in costante evoluzione durante il giorno.

Aggiorneremo nell'arco della giornata e ancora domani questo articolo con i ricordi delle persone che hanno conosciuto Mario Cerati. Ecco le prime testimonianze raccolte stamattina da Valsassinanews.

Fernando Rupani - sindaco di Introbio
Introbio, mercoledi' il primo consiglio"Si tratta senza dubbio del personaggio storico più importante tra quelli che erano ancora in vita ad Introbio, per le sue funzioni di respondabilità nella guerra partigiana in Valsassina. Successivamente era sempre stato presente alle varie celebrazioni del 25 aprile, del 2 giugno e del 4 novembre, portando la sua fondamentale testimonianza storica e personale. In quelle occasioni dava al pubblico delle grandi emozioni, era un vero punto di riferimento che ci mancherà. Domattina (venerdì, ndr) alle 10:30, nella tradizionale cerimonia del 4 novembre al monumento dei caduti, osserveremo un minuto di silenzio in memoria di Mario Cerati, alla cui famiglia l'amministrazione introbiese e il sottoscritto formulano le più sentite condoglianze".

Graziano Arrigoni - medico personale e amico
"Prima, quando non lo conoscevo di persona, ne avevo solo sentito parlare; poi, ho avuto la fortuna di incontralo e apprezzarne le qualità. Mario era un personaggio unico: per fortuna non c'è più la guerra e la necessità di combattere ma lui era tra gli ultimi partigiani rimasti in vita e si compiaceva di una certa riscoperta della Resistenza, avvenuta qualche anno fa. Era diventato una vera e propria icona. Ascoltarlo raccontare le imprese dei partigiani era un'esperienza: alcuni episodi li ho sentiti narrare decine di volte eppure lui non sbagliava un particolare, i suoi ricordi erano vividi e precisi, fino all'ultimo".

Giancarla Riva Pessina - presidente ANPI Lecco
"Cerati era legatissimo alla nostra associazione e faceva riferimento all'ANPI lecchese anche quando ebbe a risiedere nel varesotto. Persona molto rispettosa delle regole associative, è stato un importante testimone soprattutto con la sua presenza nelle scuole - dove c'è una grande differenza tra il raccontare di cose alle quali non si ha partecipato ed essere stati invece protagonisti diretti dei fatti che si illustrano".

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<<< Nella foto a sinistra Mastalli e Pessina

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Pierfranco Mastalli - ricercatore ANPI e "storico fai da te"
"Non tutti sanno che Cerati era stato in gioventù anche un ottimo calciatore; alla vigilia della seconda guerra mondiale stava per essere preso addirittura dal Milan ma poi lo scoppio del conflitto gli impedì di entrare in quel prestigioso club. Parlava sempre con orgoglio del suo periodo da sottufficiale degli Alpini, il nome di battaglia partigiano di 'Romolo' derivava da quello del suo comandante nelle Penne Nere".




Introbio, mercoledi' il primo consiglioLuigi Pontiggia - sindaco di Ballabio
"Un figura fondamentale per quel periodo storico, un personaggio molto simpatico, che ricordo con piacere. Grande stima e affetto per una persona deliziosa e carismatica, molto attaccata a questa terra (cosa che ha dimostrato con i fatti, da comandante partigiano, e non solo a parole). Speravo di rivederlo domenica in occasione delle celebrazioni del 4 novembre alle quali presenziava così come per il due giugno, proprio a Ballabio. Ci mancherà, noi lo ricorderemo sempre".
[In mattinata dal Comune di Ballabio è stato inviato un telegramma di cordoglio ai familiari di Cerati].


Andrea Ferrari: ''Vergognoso, chi l'ha fatto dovrebbe studiare la storia''Andrea Ferrari - sindaco di Barzio
L’appuntamento fisso con Mario Cerati a Barzio era il 31 dicembre di ogni anno.
Quel giorno infatti l’Alpino e Partigiano “Romolo” ricordava, insieme agli amici dell’ANPI, gli 11 ragazzi fucilati al muro del cimitero di Barzio il 31 dicembre 1944.
E ogni anno ricordava e raccontava quello che successe quel lontano giorno con grande attenzione, affetto e commozione.
Lui, che aveva vissuto e partecipato attivamente alla guerra partigiana sulle nostre montagne, lascia oggi una grande ferita e un grande vuoto.
A lui, agli ideali in cui credeva e per cui ha combattuto, e a chi con lui ha convissuto quei terribili momenti della nostra storia, noi oggi non possiamo che dire grazie. Grazie per averci lasciato un mondo migliore, grazie per averci lasciato un mondo di pace, grazie per averci lasciato democrazia ricchezza e benessere, ma grazie soprattutto per averci dato la libertà.Ho visto l’ultima volta Mario Cerati lo scorso 30 aprile in comune a Barzio, in occasione della prestazione del libro di Ezio Meroni, “Angela, Una storia d'amore nella guerra partigiana”.Come sempre, quella sera, aveva raccontato tutte le sue avventure della guerra partigiana ricordando con grande precisione particolari che altre volte aveva tralasciato e ci eravamo salutati dandoci appuntamento il 31 dicembre.

 

Quest’anno, Alpino e Partigiano “Romolo”, non ci sarai e quest’anno il 31 dicembre ci mancherai tantissimo e avremo tanta nostalgia di te, dei tuoi racconti e delle tue storie sulla resistenza.

Penso che il modo migliore per ricordarlo sia quello di fare nostri e credere, oggi più che mai, negli ideali per cui l’Alpino e Partigiano “Romolo” aveva combattuto. Libertà, pace e democrazia.

Domenica mattina, in occasione della ricorrenza del “4 novembre”, a Barzio osserveremo un minuto di silenzio in ricordo di Mario Cerati, alpino e partigiano Romolo.

Colgo l’occasione per formulare a nome mio e di tutta l’amministrazione comunale di Barzio le più sentite condoglianze.


Lucia Codurelli - parlamentare PD
Con la scomparsa del  ''partigiano Romolo'', spentosi nella sua Valsassina all’età di 97 anni se ne và un pezzo nobile  di  memoria storica della 55a Brigata Fratelli Rosselli,  un vero tesoro di testimonianze, immagini, ricordi della Guerra, come lui si definì solo pochi mesi fa, in occasione dell'ultimo 2 giugno. 
Ora tocca alle Istituzioni non disperde quel patrimonio.
Mario Cerati, attivissimo partigiano della seconda guerra mondiale, protagonista  di un’ esistenza intensa e speciale, senza cedimenti alla retorica, come quando raccontava l'orrore della guerra dicendo “ ricordare per evitare che mai si possa ripetere”  .
Portatore di una drammatica memoria, di cui ha spesso raccontato all’interno delle scuole, è stato un esempio importante, come ha ricordato la Presidente dell’Anpi, perché c’è  differenza tra il raccontare di cose alle quali non si ha partecipato ed essere stati invece protagonisti diretti dei fatti che si illustrano.
Ricordare il partigiano Romolo per cìò che è stato e ha rappresentato deve essere il nostro impegno, alla famiglia e agli amici partigiani rivolgo le mie più sentite condoglianze
.
 

Augusto Giuseppe Amanti - Barzio
Con profondo dolore ho appreso la notizia della scomparsa del "comandante
partigiano alpino" Mario Cerati (Romolo). 
Ai suoi famigliari formulo, a nome di tutta la mia famiglia, le piu' sentite
condoglianze ed un grazie per quanto ha fatto nella seconda guerra mondiale, lottando
per la democrazia e la liberta' del popolo italiano.

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Sono Roberta Cerati, la figlia di Mario, vorrei tramite voi ringraziare tutti quelli che vi hanno scritto ricordando mio papà. Lo farò poi personalmente ma a tutti va il mio grazie per la dimostrazione d' affetto e di rispetto per un uomo che ha trasmesso a quanti lo conoscevano, vivendoli, i valori  dell' onestà, della dignità, della lealtà , dell' altruismo e sopratutto dell' amore per la patria Grazie ancora. 
Roberta Cerati

 

 

Inviate i vostri ricordi di Mario Cerati a info@valsassinanews.com, li pubblicheremo subito.

 

 

 





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