Rovelli multata al processo per esercizio abusivo della professione



Un altro capitolo dell’avventura giudiziaria di Cristina Rovelli, guardacaccia di origini milanesi ma da anni trapiantata a Pasturo. Il v.p.o. del tribunale di Lecco l’ha condannata oggi al pagamento di duecento euro nell’ambito della causa per esercizio abusivo della professione di accompagnatrice di media montagna. La Rovelli, che non aveva quella specifica qualifica, avrebbe infatti svolto l’attività di guida senza licenza; per questo era stata denunciata da Raffaella Forni, comandante della Polizia Provinciale e dirigente della Provincia di Lecco.

La causa fa parte del complesso percorso compiuto dalla Rovelli – recentemente condannata in via definitiva a due anni e tre mesi in Cassazione al termine dei tre gradi di giudizio per falso, truffa aggravata e sostituzione di persona. Archiviata l’accusa di avere svolto l’attività di guida in periodo di malattia, oggi si è passati al pronunciamento su quest’ultimo capitolo, con i citati duecento euro comminati alla guardiacaccia (con la non menzione) La richiesta del PM prevedeva un mese di carcerazione ma il giudice Massimiliano Magliacani ha deciso per la sola pena pecuniaria.

Anche in questo caso, Cristina Rovelli – difesa dall’avvocato Vito Zotti – è apparsa piuttosto tranquilla durante e dopo il dibattimento. Intanto la stessa Rovelli risulta essere ancora alle dipendenze dell’amministrazione provinciale di Lecco, nonostante la "guerra" di cause incrociate tra la guardiacaccia e l’ente pubblico.

 

 
 




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