STORIE DI NONNE/“MACCHÈ ÀLLOVIN, QUAND SERI PENINA MI…”



VALSASSINA – “Ripeschiamo” dal grande archivio di VN un articolo risalente alla fine di ottobre del 2013. Come sottolinea l’autore nel segnalarcelo, “5 anni dopo sembra scritto domani”. Si può essere più o meno d’accordo con il senso (molto tradizionalista) del pezzo, ma la pagina è così interessante che ben volentieri raccogliamo l’invito a ri-pubblicarla oggi, proprio in occasione dell’imminente “festa” (non ufficiale) di Halloween.
Per meglio dire: “Àllovin“…

Lo scenario è quello di una casa, quelle rassicuranti  che riportano all’infanzia e che si trovano nel cuore dei paesi. All’interno un ambiente ordinato con stufa, calendario di Frate Indovino e le foto dei cari alle pareti. Insomma, la tipica casa delle nonne. L’atmosfera è sospesa nel tempo, i toni affettuosi, domesitici e in dialetto, ma abbiamo preferito italianizzarli perchè, pur inevitabilmente sacrificando alcune sfumature, il nostro dialetto non è lingua scritta.

Nonna, dimmi, novembre è il mese dei morti, vero? Sì, è vero e infatti ricordo che quando eravamo piccoli in quei giorni si andava sempre al Cimitero. Che poi andavamo anche tutto l’anno perchè ci tenevamo..

Adesso invece? So miga tant moderna mi, ma mi sembra che si faccia fatica a trovare il tempo per andarci, poi va bhe, non si può certo paragonare.. E’ tutto diverso e quel che conta non è tanto andare al cimitero ma  portare il ricordo dei propri morti dentro.

Image result for stufa nonnaChe profumi, sapori e sensazioni ricordi di quei giorni? Per prima roba mi ricordo il freddo – nonna sorride guardando i caloriferi che integrano il calore della stufa – e in alcuni anni c’era anche la neve. Poi c’era la religione e il rispetto dei morti, ma era anche festa perchè in alcune case tornavano quelli del paese che lavoravano via. Mangiavamo le castagne con il latte, l’era miga na novità, ma quella sera sembravano più buone e le lasciavamo anche sul tavolo prima di andare a letto. In quei giorni poi passavano a chiedere offerte o anche cose che poi vendevano dopo la messa…

Come? Ohhhhh… i te fa da studià! Si davano le offerte per i vivi e per  i morti. Altri invece davano magari una gallina o del formaggio e dopo la messa si faceva l’incanto e chi le comprava dava così un po’ di soldi alla Parrocchia e per le messe.

Capito, ma il Pan di Mort (vedi foto)? A casa mia non c’era perchè non lo facevamo e non eravamo soliti, però il nonno aveva già provato a prenderlo dal prestinaio per la mamma e anche per te da piccolo, ma quando era piccola io mai visto.

Parlare con le nonne riporta a una dimensione domestica, pacifica e senza colpi di scena fino a quando ecco che il piccolo schermo proietta l’ennesimo filmato su halloween… Che robi! sarà il caso! protesta nonna.

Non ti piace Halloween? Àllovin!!?? No, mi sembra solo un modo per far spendere soldi alla gente! Non mi piace, tutti che si truccano e fanno finta di essere morti .. non è nella nostra cultura. Posso capire che non si sa più cosa inventare e quella porca di televisione ne parla tutti i giorni però forse così è un po’ troppo. Scrivilo eh, sulla ValsassinaNius, perchè non sono l’unica che la pensa così!

R. P.
 

 

 

 

 







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