ALTA VALSASSINA: ATTENTI AL LUPO E AL… COLOMBO (MARTINO)

CASARGO – Parole dure, aspre da parte del sindaco di Pagnona Martino Colombo, che in una presentazione istituzionale si è allontanato dall’ambito della manifestazione per focalizzarsi sulla questione lupo. Svariati i tentativi di riportarlo “sulla retta via”, ma Colombo ha tirato dritto – culminando in affermazioni del tipo: “Il lupo nei nostri posti non c’è mai stato” (le Prealpi e le Orobie secondo lui non hanno mai visto questo animale) e “Se lo trovo gli sparo, perché si prende le nostre montagne”.

Ebbene sì, il lupo se non gestito nella maniera giusta è un vero problema per gli allevatori – ma ricordiamo sommessamente che si tratta di una specie protetta e, a differenza della considerazione che “non serve a nulla la sua presenza”,  ha invece uno scopo ben preciso: quello di tenere controllata la popolazione di ungulati e cinghiali.

Una relazione naturale, questa, con tanto di parallela ricomparsa, perché la presenza di queste specie sulle Orobie e in generale nelle Prealpi e Alpi è decisamente aumentata nel corso degli anni, portando quindi ad un’abbondanza di “prede”. E quindi creando uno squilibrio importante in natura, tra risorse che animali come lupo e orso tendono a tenere sotto controllo.

Certamente l’idea di lupi che predano in Valsassina è temibile, ma non per questo la si può raccontare creando allarmismo e con drasticità come è stato fatto recentemente. La questione è delicata, e va affrontata conoscendo a pieno la specie e i fatti; certamente, lo ripetiamo, il lupo è un predatore eccezionale, ma tra dire che è inutile in un ecosistema e che sta decimando gli ungulati, di acqua sotto ai ponti ce ne passa. Restano comunque necessarie misure di prevenzione che rappresentano a detta degli esperti “l’unica via per proteggere il bestiame”.

Concludendo, In Valsassina e nei dintorni segni della presenza del lupo e anche dell’orso fin dagli albori ve  ne sono parecchi e alcuni toponimi come il famoso Passo del lupo ne ricordano la traccia. Le preoccupazioni ci sono e ci saranno ma è importante non farsi prendere da una isteria di massa e affrontare questa problematica con le giuste conoscenze in materia, senza creare inquietudini eccessive ma trovando una soluzione consona ad evitare una nuova caccia al lupo – promuovendone l’estinzione in quelle che sono “sempre state le sue zone di caccia”.

C.A.M.