1 DOMENICA, 2 GARE: SE LA CORSA IN MONTAGNA SI FA CONCORRENZA DA SOLA

VALSASSINA – È difficile non definirla una scelta assurda: nella stessa ultima domenica, a pochi chilometri di distanza in Valle, si sono corse due gare praticamente sovrapponibili, la Cortenova–Alpe Zuc e la Moggio–Artavaggio, entrambe il 5 luglio, entrambe al mattino, entrambe su tracciati di circa 5 km di sola salita.

Due gare fotocopia, stesso orario

La Cortenova–Alpe Zuc è una cronoscalata di circa 5–5,8 km con 500 metri di dislivello, valida come prima prova del Campionato provinciale CSI di corsa in montagna. La Moggio–Artavaggio è storica, alla 61ª edizione, anche qui 5 km di sola salita verso i Piani di Artavaggio, con un format che privilegia la tradizione della corsa verticale.

Un bacino limitato, diviso in due

Parliamo di un territorio ristretto, con un bacino di runner e ciclisti che da anni non cresce, anzi: la corsa in montagna e le gare “solo salita” stanno scontando un calo di presenze al via rispetto ai numeri di qualche stagione fa.

In questo contesto, piazzare due eventi quasi identici nella stessa fascia oraria è l’equivalente sportivo di aprire due piccoli negozi di alimentari uno di fronte all’altro, la stessa domenica, sperando che la clientela si moltiplichi per magia.

La contemporaneità non paga

I dati di partecipazione delle ultime edizioni raccontano che né la Cortenova–Alpe Zuc né la Moggio–Artavaggio hanno registrato numeri “da grandi eventi”, segno evidente che la contemporaneità non è una strategia vincente.
Chi deve scegliere tra una gara o l’altra, spesso rinuncia del tutto o si sposta su manifestazioni in altre vallate, dove calendario e format sono costruiti con maggiore attenzione al pubblico e agli atleti.

Tradizione sì, ma con che qualità?

La Moggio–Artavaggio può vantare oltre sessanta edizioni, la Zuc è diventata il riferimento del CSI provinciale: entrambe hanno una storia e un valore per le comunità locali.

Ma quando la “tradizione” si traduce in un muro di resistenza a qualsiasi ripensamento del calendario, diventa conservazione sterile, non tutela della qualità sportiva né del territorio.

L’occasione persa di fare rete

Sfalsare le date di queste due competizioni avrebbe molti vantaggi: permetterebbe agli atleti di correre entrambe, darebbe continuità al movimento locale e si potrebbe magari aggiungere a quei piccoli circuiti Valsassinesi di salite storiche già esistenti, spendibili anche in chiave promozionale. Invece, insistendo sulla sovrapposizione, si alimenta una concorrenza fratricida che impoverisce tutti: società organizzatrici, volontari, sponsor, territorio e, soprattutto, sportivi.

Un appello al buon senso

Nessuno chiede di stravolgere manifestazioni che funzionano da decenni, ma solo di usare buon senso nella programmazione, accettando che il contesto sia cambiato e che le presenze non siano più quelle di una volta.

Se davvero si vuole rilanciare la corsa in montagna in Valsassina, la prima “rivoluzione” dovrebbe essere un calendario condiviso, che smetta di mettere due gare quasi uguali l’una contro l’altra nella stessa domenica e inizi, finalmente, a metterle “dalla stessa parte”.

RedSpo


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