Gentile direttore,
ho letto su Valsassinanews la lettera del lettore Enzo Maffei sugli skilift del Pialeral. Vorrei fare al riguardo alcune precisazioni che possono essere di qualche interesse sia per i lettori valsassinesi che per lo stesso Maffei.
In Pialeral il primo skilift (smontabile!) è entrato in funzione nel 1951 e ripercorreva lo stesso tracciato – tra le località Arei e Piazza Cavalli – di quello oggi dismesso ma ancora visibile. Alla fine degli anni Cinquanta e all’inizio degli anni Settanta è stato sostituito con impianti via via più moderni (e fissi). Il più recente è stato in funzione dal 1972 al 1986, quando fu gravemente danneggiato, con la totale distruzione della stazione di partenza, dalla slavina che cancellò il vecchio rifugio Tedeschi e danneggiò gravemente diverse altre baite della zona.
Oltre a questo impianto, in quegli anni, ce n’erano in funzione altri due. Il primo partiva poco sopra quota 1200 m, in località Catei, e raggiungeva il vecchio rifugio Tedeschi. L’altro, smantellato alla fine degli anni Sessanta, raggiungeva il Cimotto a circa quota 1900 m. In totale un dislivello di 700 m.
La realizzazione e la gestione di questi skilift si deve all’iniziativa e alla passione di due amici (e soci) di San Giovanni di Lecco, Massimiliano Annovi e Giuseppe Faccinetto, a ricordo dei quali è posta una targa in località Arei nei pressi della partenza di quello che fu l’impianto principale.
Cordiali saluti,
Angelo Faccinetto
LETTERA: “PIALERAL, NOSTALGIA PER LE GARE DI SCI. PERCHÉ NON RIATTIVARLO?”








