LECCO – Dopo l’ondata di emozione suscitata dalla notizia del grave malore che ha colpito il dottor Giuseppe Carì nella sua baita sopra Taceno, continuano ad arrivare in redazione a Valsassinanews messaggi e telefonate di lettori che chiedono aggiornamenti sulle sue condizioni. Un segnale concreto di quanto questo medico, per decenni punto di riferimento a Primaluna, Cortenova e Taceno, sia rimasto nel cuore della comunità anche dopo il pensionamento.
Dall’Ufficio Comunicazione della ASST di Lecco è giunta in queste ore una nota molto stringata, che conferma il quadro di massima riservatezza attorno al caso: “Vi confermiamo che il Dott. Carì è attualmente ricoverato al Manzoni, non abbiamo al momento ulteriori dettagli”. Nessuna informazione aggiuntiva è stata dunque diffusa sulle sue condizioni cliniche, accrescendo l’attesa e la comprensibile apprensione nei paesi. Sono ore di grande preoccupazione per familiari, amici e per le tantissime persone che nel corso degli anni hanno incrociato il cammino professionale e umano del dottore, 84 anni, colpito dal malore nel pomeriggio di ieri e trasportato in codice rosso all’ospedale “Manzoni” di Lecco. L’intera comunità valsassinese resta con il fiato sospeso, in attesa che possano arrivare buone notizie dal reparto in cui il medico è ricoverato.
Sono ore di grande preoccupazione per familiari, amici e per le tantissime persone che nel corso degli anni hanno incrociato il cammino professionale e umano del dottore, 84 anni, colpito dal malore nel pomeriggio di ieri e trasportato in codice rosso all’ospedale “Manzoni” di Lecco. L’intera comunità valsassinese resta con il fiato sospeso, in attesa che possano arrivare buone notizie dal reparto in cui il medico è ricoverato. Nel frattempo cresce, anche sui social, la solidarietà nei confronti del dottor Carì: si moltiplicano i messaggi di affetto, gli auguri di pronta guarigione e le preghiere rivolte a chi, per lunghi anni, ha saputo unire competenza professionale e vicinanza umana ai suoi pazienti. Una vicinanza che oggi si traduce in una sorta di abbraccio collettivo, idealmente rivolto al letto d’ospedale del medico che ha lasciato – e continua a lasciare – un segno concreto nella storia recente della Valsassina.
La redazione seguirà da vicino l’evolversi della situazione e, nel rispetto della privacy del dottor Carì e dei suoi familiari, darà conto di eventuali aggiornamenti non appena saranno disponibili comunicazioni ufficiali.
RedCro









