PRECURSORI DEL MERCATINO DI NATALE E DEL VIN BRULÉ DI PRATO S. PIETRO



il Mercatino di Natale. Complimenti, perché altre iniziative del passato, anche se accolte sul nascere con favore, per non dire con entusiasmo, non hanno superato poi le due o tre edizioni. Il Presepe vivente, i Balconi fioriti, la Valle dei Sapori, tanto per citarne alcune, sono relegate ormai tra i ricordi. Non è andata così al primo o uno dei primi mercatini di Natale della storia: infatti, quello di Dresda, in Germania, compie quest’anno 580 anni.  Eppure nel 14° secolo Dresda era un paese con un numero di abitanti di poco superiore a quello del comune di Cortenova: a Dresda  il principe Federico II di Sassonia aveva concesso, nel 1434, il privilegio di aprire un libero mercatino, per un giorno, alla vigilia di Natale.

Come le decine di  mercatini di Natale nati nei primi secoli successivi in Germania e Alsazia, alcuni diventati poi famosi nel mondo (quello di Norimberga data 1628, quello di Strasburgo 1570), anche quello di Dresda aveva soprattutto lo scopo di consentire gli approvvigionamenti alimentari per affrontare i rigori dell’inverno.  Più tardi si è ampliata l’offerta a oggetti, sempre rigorosamente artigianali, dedicati alla decorazione natalizia della casa e soprattutto dell’Albero. Solo col tempo, dai primi del ‘900, nei mercatini ha acquistato sempre maggior peso l’aspetto di evento sociale e sono diventati un importante punto di incontro, un luogo di gioioso, ma tranquillo intrattenimento, uno spazio quasi di raccoglimento, di gran lunga diverso dal mercato puramente commerciale, caotico e vociante.
I tradizionali canti natalizi, sempre gli stessi da secoli  e noti a tutti sin da bambini,  dalla Baviera alla Prussia, continuano ad ispirare sentimenti di pace  ed a riaccendere le emozioni e i ricordi dell’infanzia.  Luci, suoni, colori, profumi di spezie dei tipici dolci di Natale  e del vin brulé, lo scenario rassicurante di  una cattedrale o di un antico municipio o castello,  quasi sempre la neve, creano nei mercatini una atmosfera magica che attira ogni anno, nelle quattro settimane dell’Avvento, milioni di visitatori. Nel 2014 si prevede un numero di visitatori dei mercatini di Natale di 494 milioni in Europa, di cui 270 in Germania (3 a Monaco, 5 a Colonia!) e 13 in Italia.

E’ ovvio che a Prato San Pietro ci si debba accontentare di numeri assai più modesti, ma gli organizzatori sono stati molto soddisfatti dei risultati raggiunti sinora. sia in termini di numero e qualità degli espositori che in numero e gradimento dei visitatori. La imponente mole della Grigna, il settecentesco campanile d’una chiesa che non c’è più, il bel profilo delle case tutt’attorno, il canto del torrente che scende dalla Valle dei mulini continuano a fare da dignitosa cornice a questo settimo mercatino di Natale. L’atmosfera non sarà forse così meditativa  come quella dei mercatini di cui abbiamo parlato (che avevano e hanno ancora in molti casi una connotazione religiosa, tanto da chiamarsi “Christkindlmarkt” , mercatino di Gesù Bambino).  Sarà però altrettanto gioiosa e diciamo anche un po’ più laica, dal momento che l’evento appare sovrastato dalla simpatica iniziativa “Un bicer in compagnia”. Quella che è per tradizione la bevanda principe di tutti i mercatini di Natale, il vin brulé, dal profumo leggermente inebriante di spezie, a Cortenova è oggetto, per beneficenza, di un concorso tra diversi creatori della esotica bevanda. Che in realtà non è affatto esotica, visto che ha un illustre antesignano nel Conditum Paradoxum di Apicio, patrizio della Roma imperiale che da raffinato gastronomo e navigato gaudente ci ha lasciato la ricetta che riportiamo in allegato per chi volesse prepararsi a concorrere per “Un bicer in compagnia” della prossima ottava edizione. O per chi volesse semplicemente offrire l’antichissimo Conditum agli amici, in una delle lunghe sere dell’inverno in arrivo.

Appuntamento a Prato San Pietro, Piazza Concordia,
dalle 10:00 alle 16:30 di domenica 30 novembre

Questa la traduzione, tratta da un sito internet, della ricetta del Conditum Paradoxum (dal  “De re coquinaria”, libro di ricette di Marco Gavio Apicio:

CONDITVM PARADOXVM:

“Siano versati in un vaso di bronzo un quarto di vino e due cucchiai di miele, in modo che, mentre il miele bolle, il vino diminuisca di volume. Scaldalo a fuoco lento; gira il tutto finchè prenderà il bollore; quando comincerà a salire, trattienilo versando altro vino. Una volta freddo fallo scaldare di nuovo. Ripeti per altre due volte. Il giorno dopo lo schiumerai. Aggiungi allora 120g di pepe, poco pistacchio, cannella e zafferano, cinque ossi arrostiti di datteri; trita cinque datteri che dal giorno precedente avrai posto nel vino per farli ammorbidire. Fatto ciò versa due litri circa di vino giovane”
E per chi non vuole rinunciare a leggere la ricetta in originale latino, ecco qui il testo:
Conditi paradoxi compositio: mellis pondo XV in aeneum vas mittuntur, praemissis vini sextariis duobus, ut in coctura mellis vinum decoquas. quod igni lento et aridis lignis calefactum, commotum ferula dum coquitur, si effervere coeperit, vini rore compescitur , praeter quod subtracto igni in se redit. cum perfrixerit, rursus accenditur. hoc secundo ac tertio fiet, ac tum demum remotum a foco post pridie despumatur. tum ‹mittes› piperis uncias IV iam triti, masticis scripulos III, folii et croci dragmae singulae, dactilorum ossibus torridis quinque, isdemque dactilis vino mollitis, intercedente prius suffusione vini de suo modo ac numero, ut tritura lenis habeatur. his omnibus paratis supermittis vini lenis sextaria XVIII. carbones perfecto aderunt [duo milia].

 

 

 

 

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