IL DOMENICALE DI R. B./LA RISPOSTA OLTRE IL BUIO



Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi”
(Canzone per un’amicaFolk Beat n. 1
Francesco Guccini – 1967)

,
Avete presente lo spazzacà? Sì, quel luogo perso nel nostro cervello fatto di armadi con tanti cassetti che ogni tanto si aprono e ti riversano addosso cascate di ricordi?

Ogni tanto in queste giostre domenicali sbuca tra le righe e fa capolino tra i pensieri; è un solaio polveroso nel quale custodiamo il passato e di cui non ne siamo padroni, visto che molto spesso quei cassetti hanno il potere di farci piangere o sorridere a loro totale discrezione.

MaRisultati immagini per red question mark non c’è solo lo spazzacà alla deriva nella mia testa. No, c’è un altro luogo, l’ho scoperto di recente e non è stata una sorpresa. Dovevo aspettarmelo. Troppo distratto per rendermene conto.

Così mi sono ritrovato con una tolla di vernice rossa nella mano sinistra e un quadreghino nella destra e mi sono messo davanti a quella porta grigia chiusa con un solido scarnasc di ferro.

Ho preso il pennello e con la vernice rossa ho disegnato sopra quella porta un grande punto interrogativo, poi mi sono seduto sul quadreghino ed ho iniziato a guardare lo scarnasc.

Aprire o non aprire? Inoltrarmi oppure no oltre la porta grigia, oltre il punto interrogativo, oltre la mia capacità di comprendere?

**********

Settimana grassa. Settimana nera.

Un tappeto di coriandoli ricopre le vie dei paesi, maschere nascondono la verità e, almeno per una volta, lo fanno senza per questo voler dire una bugia.

Sono in Svizzera. Attraverso il confine e penso ad altri che lo fanno. Io, però, vado in Val Roseg, vedrò la natura dare spettacolo, le nuvole passare sopra la Fuorcla Surlej, in fondo il ghiacciaio, ogni tanto mi passeranno accanto carrozze, cavalli e signori e signore al caldo sotto le coperte.

Già.

cavalli domenicaleNon attraverso un confine per varcarne un altro, senza bandiere da una parte e dall’altra, senza divise che pensano di saper riconoscere il buono dal cattivo.

Non attraverso un confine perché sono in bilico tra l’oggi e il mai più. E ho deciso per il mai più.

Guardo il punto interrogativo rosso. La cantina è oltre quella porta che mi sta davanti: basta aprire, magari mi libererei da qualche pensiero e scoprirei che il buio non è così buio. O no?

Comunque non riesco ad alzarmi dal quadreghino e liberare lo scarnasc. Forse non ne ho il coraggio. Voi l’avete?

**********

Settimana grassa. Settimana nera.

Vento che spazza i coriandoli, mani che tolgono le maschere, non è festa, non lo è più.

C’è chi il confine lo passa perché ha deciso di farlo e c’è chi viene spinto oltre il precipizio senza volerlo, senza ragione o rispetto per l’età.

Storie che si incrociano e si sovrappongono, dolori che tagliano cuori e anime. E domande. Tante domande.

Senza risposte.

Che sono poi quelle che cerchiamo, involontariamente seduti davanti alla porta di una cantina dietro alla quale immaginiamo di trovare solo buio pesto e ragnatele che ci avvolgono; davanti ai tanti punti interrogativi che quotidianamente dobbiamo affrontare, seduti su un quadreghino, sdraiati in un letto della vicina Confederazione o nella piazza di un piccolo paese dove succede una disgrazia.

**********

svizzera domenicaleÈ una bella giornata oggi in Val Roseg. Si capisce che il tempo sta cambiando, ma per qualche ora il sole darà luce a questa neve, ai larici, al torrente, al ghiacciaio là in fondo, alle scoscese e maestose morene.

Sembra di essere in Paradiso, mi vien da pensare. La neve canta sotto i miei passi, incrocio anziani escursionisti e giovani coppie con passeggini attrezzati; sento l’aria che si muove, un elicottero giallo attraversa il cielo, le nuvole corrono da una parte all’altra delle montagne. Ogni tanto mi fermo e vorrei che il tempo facesse altrettanto.

Chiudo gli occhi e si apre un cassetto dello spazzacà.

Maledetto spazzacà, fà saltar fuori la foto del Claudio scattata proprio lì; è appesa da troppi anni a un pezzo di marmo a metà strada fra Cortenova e Prato San Pietro.

Però è veramente una bella giornata in Val Roseg e prendo una decisione.

Mi arrendo.

E mi alzo, cancello il punto interrogativo disegnato sul grigio, metto le mani sullo scarnasc e apro quella maledetta porta. Poi prendo il quadreghino nella destra, la tolla con la vernice rossa nella sinistra, giro le spalle al buio e alle ragnatele e mi allontano con la mia risposta in tasca. Semplice. Logica. Disarmante.

La vita. Purtroppo spesso tre volte inchiodata nel legno.

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo

Benedetti

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