NEL BOSCO DALLA FATA DELLA BIBLIOTECA. LA LETTURA ALLA SCUOLA DI CASSINA È UN’OASI PER ALLENARE IL CERVELLO



CASSINA – Quest’anno le classi prime della scuola primaria di Cassina hanno concluso le attività legate al progetto “Biblioteca da gustare” nel bosco con la “fata della biblioteca” la quale ha riportato bambini e genitori al tempo in cui le fiabe venivano raccontate non solo ai piccoli ma soprattutto ai grandi e servivano per trasmettere informazioni da una generazione all’altra, per consegnare ai giovani il sapere dei vecchi. Ai bambini venivano utili per crescere e confrontarsi con le paure, per contenere il terrore e alimentare l’attesa e il desiderio. relazione, contatto, condivisione, complicità con il genitore.

Vista la soddisfazione degli alunni e dei genitori verso le attività legate al Progetto lettura svolte gli scorsi anni, l’Istituto comprensivo statale S.Giovanni Bosco di Cremeno ha scelto di proseguire in questo lavoro, leggendo con i bambini e i ragazzi, aiutandoli ad allenare il proprio cervello.

biblio-barzio-libriLeggere non dovrebbe essere un dovere, ma tutti potrebbero cercare di farsi coinvolgere da un racconto, sperimentare più stili diversi tra loro, prima di reputare la lettura inutile. Da sempre, i libri sono il modo migliore per poter viaggiare, con la propria mente, in un mondo diverso e per potersi allontanare almeno un po’ dalla realtà di tutti i giorni, immergendosi nella vita di qualcun altro, senza tralasciare gli aspetti cognitivi che promuovere nei bambini e nei ragazzi un accrescimento di competenze socio-affettive mediante percorsi trasversalmente integrati al curricolo scolastico .

“Una delle principali finalità della scuola di base è quella di garantire agli alunni gli strumenti necessari per gestire autonomamente le informazioni che oggi si presentano anche e soprattutto in forma multimediale” commentano le insegnanti. Oggi ci troviamo di fronte a una crisi del libro, intesa come fenomeno di trasformazione e di contenuti e di forme. Ma nell’epoca in cui viviamo, della televisione, dello smartphone, del tablet, dell’attivismo frenetico e dei divertimenti, l’uomo ha più che mai bisogno del libro: la lettura attenta aiuta a cogliere il significato delle esperienze compiute.

scuola primaria cassina“Il gusto per la capacità dell’autentica lettura – continuano dalla scuola – deve essere sviluppata fin dalla prima infanzia per poter essere coltivata. I libri rivolti ai bambini devono costituire una fresca oasi per la loro età, difficile ma al tempo stesso preziosa e occorre che l’adulto li aiuti a scoprire l’esistenza a gustarne la bellezza. Ciò deve far prevedere un approccio più ampio alla lettura, proiettandola in un contesto reso complesso dalla pluralità dei linguaggi che il bambino sin dalla più tenera età deve essere in grado di comprendere, dominare e gestire. Il libro rappresenta il mezzo più personale di auto scoperta e di identificazione positiva e un prezioso strumento di confronto, comunicazione e arricchimento culturale. La scuola ha dunque il compito di avvicinare gli alunni ai libri in maniera ludica e piacevole, facendo comprendere l’importanza della lettura come fonte di conoscenza, crescita personale e semplice momento di svago. In particolare, i docenti devono saper trasmettere agli alunni, sin dalla più tenera età, il piacere di leggere, attraverso attività di lettura che li coinvolgano globalmente e direttamente, e che possano fare sviluppare a loro diverse competenze, quali l’immaginazione, la prefigurazione, la creatività, la scrittura, la lettura, l’empatia. Promuovere l’amore per il libro e la consuetudine alla lettura significa sviluppare potenzialità comunicativo-relazionali-critiche. Inoltre la lettura, per sua natura trasversale ed interdisciplinare, costituisce un terreno fertile per attività meta-cognitive, sperimentazioni, ricerca-azioni di strategie didattico-metodologiche per favorire l’inclusione, il recupero e il potenziamento”.

Come afferma Giuseppe Maiolo, psicologo e psicoanalista “le storie fantastiche hanno affascinato tutti e durante l’infanzia hanno affollato la nostra mente raccontandoci, come accade ancora oggi se le utilizziamo, i tormenti e gli ostacoli o le difficoltà di una vita. Perché queste storie alla fine parlano degli sforzi e delle fatiche che si compiono nel corso di qualsiasi processo di crescita e di individuazione. Raccontarle o leggerle serve  a trasmettere con la lingua dei sogni, ovvero la metafora, la possibilità che ognuno ha di andare oltre i problemi e non farsi bloccare dagli impedimenti. Le fiabe infatti hanno la stessa tessitura dei sogni e lo stesso obiettivo:  far arrivare alla coscienza il mondo interno cosi? ricco e complesso che ciascuno di noi custodisce dentro. Come i sogni che al risveglio  devono essere raccontati, anch’esse vanno lette a voce alta o meglio ancora narrate perché le narrazioni, frutto della fantasia e dell’immaginazione, devono trovare uno spazio concreto di espressione e non possono restare dentro. Raccontarle vuol dire far loro prendere luce”.

“I bambini lo sanno. Sanno, senza che nessuno glielo abbia detto, che c’e? bisogno di dare corpo ai pensieri piu? nascosti, alle emozioni piu? sottili, ai sentimenti piu? ingombranti e difficili da gestire, per poterli riconoscere e fissarli sulla pellicola della  coscienza, ma poi anche per potersi liberare di quelli più pesanti o spaventosi. Allo stesso modo dei sogni le fiabe ci mostrano, ci avvertono, ci informano del tragitto che compie il protagonista e le tappe attraverso le quali deve passare l’eroe, con cui l’ascoltatore puo? identificarsi, per raggiungere la vittoria. A differenza dei sogni, le ‘narrazioni magiche’ sono pero? meno enigmatiche e piu? comprensibili perche? piu? vicine alla coscienza anche se, come ripete Marie Luise von Franz, esse ‘sono l’espressione piu? pura e semplice dei processi psichici dell’inconscio collettivo’. Allora leggere storie di magia ai bambini, anche quelle che sembrano terrorizzare vuol dire consegnare loro la possibilità di riconoscere la sofferenza e il dolore così come la gioia della liberazione o l’entusiasmo della vittoria e il piacere della vita riconquistata. Quello che negano assolutamente e? la sconfitta totale e il fallimento finale dell’avventura”.

 

 

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