LA RUBRICA SETTIMANALE DI R. B./”PILLOLE DI DOMENICALE”



 I colori dell’arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche nei volti della gente che passa
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo “come stai?”
In realtà si dicono “Ti amo”

(What a wonderful world – Louis Armstrong – 1967)


.
So che l’uomo può compiere azioni bellissime”.

Ricominciamo da qui. Non posso fare altrimenti.

Storie che si incrociano tanto che sembra impossibile siano accadute in così poco tempo; un lampo, la guerra, tutto cambiato, niente più come prima. Sarajevo brucia, e tante speranze assieme a lei.

DUDU DUBRAVKA FIRMA LIBRO vertNon ho preso appunti l’altra sera, seduto vicino alla Suora Antonietta, a Silvio Ziliotto, a Dubravka Ustalic ed alla sua sorella di sangue Federica.

Non l’ho fatto perché, credetemi, non avrei saputo cosa scrivere; per cui ho deciso di fare un esperimento: vediamo cosa resta, domani, di tutto questo.

Insieme a tutti gli altri che erano lì ho sentito spesso il cuore piangere, la mente immaginare un qualcosa che non è immaginabile.

A meno che tu ci sia dentro. Come Dubravka, come Nedim, come la Suora Antonietta (il braccio operativo della Provvidenza), mandata a vedere in quali condizioni erano le sue consorelle dopo la morte di Tito e sequestrata da una guerra che doveva essere breve, tre mesi, tutto finito, tre mesi e poi tutto si risolverà. “Una scaramuccia tra banditi” (Gianni De Michelis – Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana).

Insieme a tutti gli altri che erano lì ho immaginato l’incontro fra una giovane donna, il suo piccolo bambino e l’anziana suocera con la burocrazia perfida e maligna del soldato alla frontiera mentre, come già accaduto ad un’altra Famiglia duemila anni fa, cercavano di fuggire dall’odio.

Ma, visto che “l’uomo può compiere azioni bellissime”, insieme a tutti quelli che erano lì ho visto una luce di speranza attraversare d’improvviso la sala: il Tonino, il Ceppi, il Piero Nava, il Rossi, il Grossi, il Giorgio Piras, la Pina, perfino il Padre Pedro, e chissà quanti altri che ho solo fatto in tempo a scorgere tra le foto di quegli anni in cui il mio paese, la mia Valle, erano avanti cent’anni e insegnavano solidarietà al mondo intero.

Oggi non è così facile. Quando Dubravka dice di non chiudere le porte a chi fugge dalla guerra siamo tormentati, non riusciamo a capire da che parte stare, aggiungiamo tanti “ma”, almeno altrettanti “se” ed una Grigna di “però”.

Che scompaiono (o, meglio, dovrebbero scomparire) nel momento in cui una giovane madre urla ad un soldato di qualsiasi divisa vestito che il suo piccolo figlio ha il diritto di vivere e che lei ha il dovere di permetterglielo.

Costi quel che costi.

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CORTENOVA ALPE ZUC 17 PARTENZA (3)Giriamo pagina: domenica sono stato a una Festa dello Sport.

Mattina presto, ritrovo al campo sportivo di Bindo. Un bel prato verde con intorno una pista dove, per la verità, tutto l’anno lo sport fa festa.

Zero clamore, niente coreografie, solo i sorrisi di chi voleva salire al Zucc, se a piedi o in bici poco importava. A tutti una bella maglietta, il pettorale e via fino al ponte per la partenza. Non c’era nemmeno la riga sull’asfalto, forse per non sporcare. Anzi, sicuramente per non sporcare.

E, così, abbiamo festeggiato.

Lo Sport.

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Enrico Patuzzi è un simpatico valdostano con una bella barba scenografica. La prima volta che l’ho conosciuto è stato forse nel 2009 ed eravamo sul piazzale della Comunità Montana.

A una Festa dello Sport.

L’Adriano mi dice che ci sarà anche il campione italiano di volo acrobatico con il parapendio, quindi naso all’insù ad aspettarlo fino a quando compare nel cielo ed inizia a danzarci attraverso.

Spettacolo. Questo è proprio bravo. Ma come avrà fatto ad arrivare qui dalla Val d’Aosta? In parapendio?

Ho aspettato otto anni e glielo ho chiesto, martedì scorso. Guarda caso avevo ancora l’Adriano vicino alla conviviale del Panathlon Club.

Un’altra Festa dello Sport, insomma.

Il “Chicco” dalla sua valle si era trasferito a Milano e poi a Fiumelatte, panorama su Bellagio con tutto il resto intorno, non certo il deserto del Nevada. Insomma, mica male: una scelta alla Clooney (e prego il direttore di metterci anche la foto sicuramente gradita alle lettrici).

https://st3.idealista.it/news/archivie/2010-02/villa_oleandra3.jpg?sv=glRTs9GR

Foto da Idealista.it

LAGO LARIO VISTA DA GiumelloPoi, per una serie di circostanze che interessano a nessuno, deve lasciare la riva del lago e così trova casa a Taceno, crea la sua scuola, fonda la Flylibell, è tra gli attori principali della costruzione del campo volo che vedete a lato ciclabile.

Ma perché vi parlo di Enrico “Chicco” Patuzzi? Cerco di farlo dire a lui.

Arrivo dalla Val d’Aosta che non è tra i luoghi più brutti del mondo. Scopro il lago e poi la Valsassina. Un giorno salgo a Giumello e quando mi sporgo e vedo lo scenario di lago e montagna rimango senza fiato. Da noi ci sono bellissime montagne, ma quello che avete qui è altra cosa”.

Già, i posti bellissimi.

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SUOR ANTONIETTA E DON LUIGI MELESINei quali, come vedete, non perdo occasione di tornare a costo di sembrare (e lo sono) ripetitivo.

Mi viene in mente la Suora Antonietta e la sua convinzione che “l’uomo può compiere azioni bellissime”.

Come, ad esempio, salvaguardarli.

Parlo, ovviamente, dei posti bellissimi.

E non chiedetemi il perché.

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo

Benedetti

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            L’ARCHIVIO DELLA RUBRICA DOMENICALE

 

 




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