IL DOMENICALE DI R.B./LA SKYRACE DELLA FORNACE



Mi hanno chiesto: “Perché corri?”
Io ho risposto: “Perché tu sei fermo?”

(Jeremy Mathew Wariner
Tre volte campione olimpico – sei volte campione del mondo)

.
Va bene. E adesso che l’hanno aperto e fatto vedere?

 

ASFALTO INTROBIO2Ho in mente due o tre cose. Forse qualcuna in più. Intanto vi dico che ho avuto una informazione di prima mano sull’ultimo miglio, quello di Introbio. Più che un miglio saranno venti metri, forse venticinque, e sono sempre quelli, tutti i santi giorni che ci passo sopra o vicino.

Problema di accordi. E di soldi. Si vedrà domani, dopodomani, la settimana prossima, il mese o l’anno venturo. Dipende, intanto dobbiamo accontentarci, corrente sotto, asfalto sopra. Non del tutto, ovvio, ma cosa volete che sia?

L’ultimo miglio è paziente, non ha fretta. E poi con il tempo tutto si aggiusta, anche il nuovo diventerà vecchio e si sposeranno in un identico colore.

Tutto risolto. L’ultimo miglio, alla fine, non sarà più un problema.

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FORNACE INAUGURA CON RB

Ero lì sabato scorso. Il Guido mi chiede vestito di cosa: da Sagra, da Domenicale, da semplice R.B. che ha a cuore la sua Valle.

“Sono qui perché sono contento” gli rispondo. Se non ci credete potete chiederglielo.

Ma adesso che l’hanno aperto e fatto vedere?

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A volte non so se credere o meno all’ingenuità.

Il bar trattoria a Cortenova sullo Stradone si chiamava Asmara. Ho fatto fatica a capire che si trattava del retaggio di una sfortunata impresa coloniale sino a quando ho imparato che l’Asmara non solo era un bar dove le corriere scaricavano la posta e il Dante correva a ritirarla, ma anche la capitale dell’Eritrea, un luogo tra i più infelici del mondo.

E, a proposito di Eritrea, ho letto recentemente la storia di quei sette ciclisti che, fingendo un lungo allenamento, sono riusciti, sfidando fucilate e schivando pallottole, ad espatriare in Etiopia. Lo hanno fatto in gruppo, dandosi il cambio, pedalando disperatamente come forsennati . Una fuga nel vero senso della parola, insomma.

giir 15 vincitore MAMU 3Un’altra storia, recentissima, che arriva da quel Paese dell’Africa Occidentale (dove un tempo l’italiano era la lingua corrente) riguarda un corridore di montagna, che ha combinato un bel guaio. Un grosso guaio.

Probabilmente aveva una bronchite e, come facciamo tutti quando siamo malati, avrà preso una medicina. Peccato che, a differenza di noi “tutti”, lui è un campione, uno che ha vinto spesso, campionato mondiale compreso, e quindi dovrebbe sapere che certe sostanze non sono consentite, neppure se vai a correre nell’ultimo paese di una bellissima valle del nord Italia, dove da un anno duemila persone stanno sputando sangue per organizzare una gara senza precedenti.

E non si meritavano un terzo tempo di questo genere.

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Ho ascoltato molto attentamente ed apprezzato le parole del presidente. Non ha nascosto le difficoltà, non ha mascherato i problemi passati, presenti e, molto probabilmente, anche futuri. Ma qualcosa bisognerà pure inventarsi, non si può aver speso unmilioneequattrocentomilaeuri per una toccata e fuga.

D’accordo, posso testimoniare di non aver visto Belfagor, ma, ragazzi, adesso cerchiamo di darci una mossa e risolviamo il problema, altrimenti qui altro che fuggire in gruppo verso l’Etiopia.

Fornace - Comunità montana (11)Sapete, io c’ero in Comunità Montana quando nel 1987 (trent’anni, il tempo vola amici miei) venne deciso di acquistare l’area della Fornace. Non sto a raccontare il perché è il percome venne presa quella decisione, appartengono ad un passato che non vale la pena di disseppellire: ciò che conta sono gli atti ufficiali, e lì c’era scritto (e c’è scritto ancora) che quel luogo doveva diventare un volano per tutta la Valle.

Bene: è arrivata la Sagra, si sono allargate le Zootecniche (che meritano una riflessione per quello che si vede da alcuni anni a questa parte al di là del ponte), è esploso il Nameless, ci hanno organizzato il mondiale di trial più molto altro ancora e da lì parte la ciclabile. Adesso, però, dobbiamo risolvere, tutti assieme, il rebus del Museo.

Inaugurazione museo Fornace sett 17 (23)Bisogna trovare una soluzione che lo faccia vivere, non sopravvivere; che sia visto e sentito come luogo di aggregazione per tutto il territorio, non come un inutile monumento costruito per l’ambizione di qualcuno con i soldi di qualcun altro, dove il “qualcun altro” siamo noi, oltre a chi ha generosamente contribuito con finanziamenti.

Non c’è Belfagor, è vero, ma i fantasmi aleggeranno intorno a quella ciminiera sino a quando, speriamo il più presto possibile, in un radioso giorno (ma anche se dovesse piovere chissenefrega) quelle porte si apriranno per non richiudersi più.

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inaugurazione museo fornace sett17 (9)Caro presidente e caro Guido che mi hai chiesto che giacca avessi addosso sabato scorso, non c’è alternativa: bisogna ultimare quest’ultimo miglio di una difficile corsa in montagna, senza aver paura delle bronchiti, prendendo le medicine necessarie (ovviamente legali, mica rischiando di dover poi giustificare qualche “ingenuità”) e cercare di arrivare al traguardo di questa Skyrace della Fornace il prima possibile.

Non dico che sarà facile, però sono sicuro che di gente disposta a dare una mano se ne possa trovare tanta ed io e qualche mio amico, lo sapete, siamo tra quella gente.

Basta volerlo.

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo

Benedetti

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