LETTERA DA INTROBIO: “CARO 25 APRILE, QUEL SINDACO NON TI VORREBBE NEMMENO CELEBRARE…”



Caro 25 Aprile, ti scrivo dal mio paese dopo aver ascoltato la massima autorità istituzionale.
Io pensavo di aver capito l’importanza della liberazione dall’occupazione nazista dalle letture di Longo, Parri, De Gasperi, Pertini e non ultimo Mattarella questa mattina in tv…. ma forse mi sbagliavo.

Infatti poco fa ho scoperto dalle parole del mio sindaco,pronunciate davanti al muro dove 7 partigiani sono stati fucilati, che …… “questa celebrazione non ci dovrebbe neanche essere”…. “quella di oggi facciamo in modo che sia la festa degli italiani,di questa e di quella parte”…
E così via, sull’onda del vogliamoci bene…. quel che è stato è stato….. erano giovani sbandati gli uni e gli altri…
 
Oh, mio povero caro 25 aprile.

Ti vanno trasformando in una festicciola folkloristica. Una piccola sagra di paese poco seguita e sopravvissuta a sé stessa senza conoscerne la storia.

Dove 10 bambini con una maestra volonterosa e 5 alpini ci mettono un po’ di vivacità.

Con questo ti saluto e concludo inchinandomil mio povero, vecchio, caro 25 aprile ricorrenza della liberazione dalla oppressione nazifascista e fulcro della Repubblica Italiana.

[Lettera firmata]

 

In copertina: foto di archivio del 25 aprile ad Introbio




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