L’EUROPARLAMENTARE E L’ALLEVATORE CHE POTREBBE CHIUDERE L’AZIENDA. “SERVONO REGOLE UGUALI PER TUTTI, MA ANCHE SAPERE SPENDERE I FONDI UE”



MAGGIO (CREMENO) – Che ci fa la giovane europarlamentare del Partito Popolare Europeo – Forza Italia Lara Comi nella stalla dell’azienda agricola Locatelli Davide a Maggio?

Di passaggio in vista di un incontro a Introbio con sindaci, amministratori e imprenditori del territorio (segue servizio più tardi su VN), Comi si è fermata alle pendici dell’Altopiano valsassinese, invitata dal coordinatore locale di F.I. Umberto Locatelli.

Interessante il confronto tra la donna politica e l’allevatore, lo sguardo europeo e le difficoltà del posto, i 37 centesimi (lordi) al litro del latte nostrano e la dura  competizione con altri Stati europei, alla luce di regole ardue da comprendere e “digerire”. Locatelli, prosecutore con la sorella dell’attività storica della famiglia, non ha nascosto che nel giro di un anno e mezzo potrebbe anche chiudere baracca. Schiacciato da bassi prezzi, concorrenza, burocrazia e quant’altro.

“Le mie origini familiari sono agricole – ha detto Lara Comi – quindi conosco bene anche i problemi sia dell’agricoltura sia dell’allevamento; in Europa la gran parte del bilancio è destinata all’agricoltura, quindi una delle battaglie che stiamo affrontando è quella di non avere la riduzione della Pac perché questo per l’Italia e per la Lombardia è fondamentale. Stiamo sviluppando un concetto di macroregione Alpina all’interno della quale si vengano a identificare delle agevolazioni, degli aiuti non solo infrastrutturali ma anche di opportunità di lavoro”.

“Devo dire che con il presidente Maroni questo era iniziato ma si è un po’ fermato nell’ultimo periodo per i problemi della Pedemontana e via dicendo. Ma spero che a livello europeo e regionale si possa ottenere qualcosa per il problema del latte, perché questa non è una dinamica solo italiana. Il basso prezzo è però problematico, in competizione con altri altri Stati europei: abbiamo ad esempio realtà come la Romania o la Bulgaria che offrono latte a basso costo. Loro hanno una giustificazione, dicono ‘da noi la manodopera costa di meno e il costo dell’energia è inferiore quindi riusciamo essere competitivi’. Su questo stiamo cercando di affrontare una competizione che deve avere delle regole uguali per tutti, perché ad esempio un banalmente l’IVA per noi è molto più alta che in altri paesi e questo incide effettivamente sull’aspetto finale”.

“Anche su giovani e donne che si avvicinano all’agricoltura – ha aggiunto l’europarlamentare lombarda – stiamo dando dei finanziamenti specifici con una serie di investimenti su tutto, ad esempio il risparmio energetico che deve essere fatto in agricoltura. Ma l’Italia usa poco i fondi europei, molto poco rispetto ad altre realtà. Comunque anche per le Comunità montane ci sono degli investimenti specifici: perché non si sa come scrivere alla UE e partecipare a bandi se altri invece lo fanno?”.

Parlando poi di turismo, “ci sono difficoltà di vario genere; io adoro la montagna ma la montagna è anche difficile da gestire. Il turismo è un ottimo strumento, devo dire che ci stiamo puntando molto ma non tanto su quello montano, pochi sottolineano le difficoltà che ci sono per gli impianti di risalita, per mantenerli sempre più moderni e fare anche adeguamento tecnologico. Abbiamo anche aperto dei bandi europei per il wi-fi, soprattutto in queste aree si deve dare una connessione internet decente, perché il commercio on line in alcune zone come queste sta funzionando”.

“Concludo che a volte gli operatori della montagna si isolano; io sono abituata a girare anche per aziende agricoleoltre che manifatturiere, spesse volte sono soli a volte volontariamente a volte involontariamente. Bisogna fare economie di scala e anche sinergia tra i vari territori, cosa che aiuterebbe molto”.

S. T.




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