CENTINAIA DI FEDELI IN VAL BIANDINO PER IL VOTO DEL 183° ANNO. UN’OCCASIONE ANCHE PER VISITARE IL RINNOVATO RIFUGIO



INTROBIO – Una lunga giornata tra fede e tradizione, quella iniziata alle 5:30 sul far dell’alba con la recita delle Lodi nella parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Introbio, a cui è seguita la partenza verso la Val Biandino di numerosi fedeli per mantenere fede al voto fatto nel 1836 quando gli abitanti vennero risparmiati dal colera che causò numerose vittime in Valsassina. Il lungo corteo guidato dal parroco don Marco Mauri e dal seminarista Marco Ruffinoni si è incamminato in preghiera con la recita del Rosario in salita lungo la Via del Bitto partendo da Sant’Uberto, una cappelletta votiva dedicata al protettore dei cacciatori, posta sulla sinistra della mulattiera alla Ca del Dolfo fino all’Acqua di San Carlo dove vengono fatte delle piccole soste alla salita comunque agevole. La recita del Rosario si alterna a momenti di silenzio rispettato dai fedeli introbiesi e dagli altri pellegrini. L’ultima fermata di ristoro e alla Baita Degli Alpini dedicata a Piero Magni che offrono tè e biscotti prima dello sforzo finale lungo la ripida salita fino alla bocca di Biandino (m.1487) per poi salire fino al Santuario e al rinnovato Rifugio Madonna della Neve.

Una camminata durata tre ore lungo un tragitto che si percorre senza fatica da parte di persone di tutte le età tra cui molti bambini, ragazzi e adolescenti. Dopo un periodo di meritato riposo al Santuario dove si conclude la processione, all’aperto alle 11 si celebra la messa su un altare in legno a fianco di una gigantesca croce. A celebrarla il parroco di Introbio don Mauri che concelebra con il vicario episcopale don Maurizio Rolla, don Gabriele Gerosa, don Filippo Pirondini futuro vicario della Pastorale Giovanile dell’oratorio San Luigi di Lecco, don Ambrigio, Padre Fabio Pomoni dell’operazione Mato Grosso e don Cristiano Castelli oltre al seminarista Ruffinoni. Presenti ufficialmente il sindaco Adriano Airoldi e il comandante della stazione dei carabinieri Antonio De Vincenzo.

Dopo il pranzo ben cucinato al rifugio organizzato dai volontari della Parrocchia di Introbio a base di taragna e salamelle, i fedeli alla spicciolata scendono all’appuntamento finale della processione alla Ca del Dolfo da dove, alle 17:30 parte l’ultima parte della processione – la più intensa e votiva – verso la parrocchiale di Introbio per la benedizione Eucaristica. Il corteo suddiviso in due cori maschile e femminile scende dietro lo stendardo della Madonna della neve cantando con forza le litanie fino dentro la chiesa.

Foto di Marco Ganassa

 




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