NEL CALCIO GIOVANILE UNA STORIA (ANZI: GUERRA) “DI FAMIGLIA”. DIVENTANO UN CASO LE FOTO FESTANTI VIETATE



CORTENOVA – Quando il nipote attacca frontalmente  lo zio e quest’ultimo è il presidente della società in cui il nipote fa l’allenatore, è segno che qualcosa si è rotto.

Siamo all’interno di una nota società sportiva, con presidente super presenzialista – tra mille incarichi e “poltrone” – e un settore Calcio così attivo da riuscire a coprire tutte le categorie, dai Primi calci fino alla Juniores, serbatoio per la prima squadra e orgoglio dello sport locale. Succede però che “dall’alto” viene un diktat che non piace agli allenatori del settore Calcio: “Non sono ammesse foto di minori su Facebook”. Per via, pare, della pubblicazione da parte di un papà di una (bella) immagine festante di bimbi.

Divieto che ha fatto infuriare il nipote (lo chiameremo A. B.), contro l’autore della ‘censura’ (il presidente-zio, chiamiamolo R. B.).

Non sono solito polemizzare via social, ma visto che l’indignazione di qualcuno è nata qui non posso fare altrimenti, stanco di stare zitto difronte ad assenze e salite immeritate sul carro – scrive A. B. Aggiungendo – “Che oggi venga vietata la possibilità di pubblicare (su profili privati) la gioia dei bambini che dopo mesi bui tornano a calcare campi di calcio ed esultare è troppo. Troppo soprattutto perché arriva da chi non vive il Centro Sportivo come il sottoscritto e tanti altri, ma lo vive sulla carta, prendendosi responsabilità quando conviene per la fama e presenziando solo in occasione di coppe o di medaglie. Adesso è ora di finirla con questa farsa e dovremmo esaltare chi veramente mette impegno, cuore, anima e soprattutto tempo, sottraendolo alla propria famiglia, per passione e per dare uno sprazzo di normalità ai più piccoli“.

Non è finita. Anzi: “Esser bravi dietro una penna o dietro un microfono è indubbiamente una qualità, ma un po’ di testa qualche volta occorrerebbe per sapere quando e come scrivere o parlare. A differenza tua io esulto guardando la prima foto e non la seconda, al di là del tifo personale, perché vedo volontari che donano una gioia a dei bambini finalmente felici“:

In conclusione l’ultima stoccata del nipote verso lo zio: “Dopo tutti gli sforzi fatti dalla società per prevenire il contagio da Covid-19. la misurazione puntuale della febbre ad ogni partita/allenamento, l’autocertificazione sempre in tasca, l’igienizzazione e sanificazione dei luoghi, il continuo lavarsi le mani lasciamo che in campo scenda il divertimento e facciamo si che tutto torni alla normalità il prima possibile“.

Sberle una dietro l’altra, insomma, che pur passando via social hanno comunque fatto rumore. E sul profilo Facebook di A. B. non solo nessuno ha preso le difese di R. B. ma anzi, le testimonianze di solidarietà per l’allenatore si sono sprecate:

Sottoscrivo ogni lettera, noi si va avanti, noi che ci siamo dentro sappiamo cosa stiamo facendo ,noi e la società in termini di sicurezza. A., se posso permettermi un consiglio, non ti curare di chi critica a priori, ci stiamo mettendo l’anima ,e tutto per il bene dei nostri ragazzi. Andre….avanti così!@!

Non preoccuparti Andrea. Questo è il paese in cui con 1000 morti al giorno, si preoccupava se sarebbe ricominciato in campionato di serie A e quando riprenderà la champions. Oggi abbiamo un giocatore di serie A che ha il covid e sta a casa, pagato, a guardare i suoi compagni giocare in coppa o in campionato, e un bambino contagiato che obbliga tutta la classe, la società sportiva, le maestre, gli allenatori e i genitori a rimanere a casa, magari senza stipendio o con mille disagi. Non ti curar di loro, ma passa e vai…

Grande A.!!! Tutto dalla parte tua e di chi lavora per far crescere i nostri ragazzi forti in fisico e di spirito

Bravo A., c è chi fa andare solo la lingua e c è invece chi si dà da fare veramente“.

Come dire, l’affondo critico dell’allenatore nipote è approvato su tutta la linea. Ce n’è abbastanza per porre una seria questione di rapporti interni alla società – questione che va ben oltre le relazioni “familiari”.

Evidente che lo sfogo e pure i commenti a sostegno diventeranno argomento di discussione in seno al noto sodalizio sportivo.

S. T.




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