EMOZIONE E UN PUBBLICO CALOROSO A PRIMALUNA AL RICORDO DI FLAVIO SELVA E PIERFRANCO INVERNIZZI



PRIMALUNA – Tanta gente al cineteatro dell’oratorio di Primaluna, compatibilmente con le norme anti Covid, per il riuscitissimo ricordo di due autentici giganti della cultura e della storia valsassinese venuti a mancare a poche settimane di distanza proprio quest’anno.

Ottima la manifestazione promossa dalla locale associazione ‘Amici della Torre’ (della quale sia Flavio Selva sia Pierfranco Invernizzi sono stati presidenti), soprattutto perché priva di quella retorica e del tocco lacrimevole che fin troppo spesso caratterizzano iniziative del genere – e contemporaneamente importante poiché in grado di far rivivere la memoria di due personaggi che hanno amato, vissuto, conosciuto e onorato al meglio questo territorio.

Lo ha rammentato fin dall’inizio il sindaco di Primaluna Mauro Artusi che in un bell’intervento ha utilizzato una centrata citazione del conte di Chesterfield:

“Non sembrare mai più istruito delle persone che stai frequentando. Indossa la tua cultura come un orologio da tasca, e tienila nascosta.

Non tirarlo fuori per vedere l’ora, ma dai l’orario quando ti viene chiesto”

L’attuale presidente degli Amici della Torre Marco Sampietro, a tratti visibilmente commosso. ha voluto parlare della propria personale conoscenza di Flavio e Pierfranco parlando della nascita nel lontano 1978 e della rifondazione nel 2001 di una realtà culturale per la quale queste due persone si sono rivelate fondamentali. “Sostenendo – ha detto Sampietro – con la loro passione la ricerca storica. Sono stati due divulgatori con la capacità di rendere semplici e in modo diretto le cose legate alla Valsassina“. E poi ancora le conferenze, gli interventi nelle scuole e all’Università della terza età, visite guidate, pubblicazioni, ristampe e le gite sociali. “Penso a Flavio – ha concluso Sampietro – che saliva da Cinisello ogni giovedì, quando ancora abitava lì. Lui e Pierfranco sono mancati, ma non ci hanno lasciati”.

Per chiudere, una provocazione: “Vale di più chi sa scrivere libri o chi li sa leggere e divulgare come hanno fatto loro due?”.

Dopo l’introduzione, lo stesso presidente in carica ha svolto una breve relazione di micro toponomastica locale, quindi Lorenzo Greco (nella foto sotto), appassionato di natura e animali ha tenuto un intervento sull’orso in Valsassina.

Segnalando tra l’altro come proprio la nonna di Flavio Selva (classe 1875) fu l’ultima persona a vedere per l’appunto il plantigrado vagare in quelle zone, prima dell’uccisione dell’ultimo esemplare a Crevesto sopra Primaluna.

A seguire il vicepresidente degli Amici della Torre Luigi Galperti con un accalorato ricordo di una delle tantissime passioni di Flavio Selva: la botanica. Lui, Galperti, fotografo esperto ma guidato spessissimo dall’amico dotato di conoscenze infinite – anche nell’ambito della flora oltre che della fauna locale.

Pure di funghi si occupava Selva, chiamato spesso in qualità di esperto a giudicarne le caratteristiche dalle autorità sanitarie. Da Cinisello testimonianze del gruppo micologico, non solo sulla qualità e le tante famiglie dei funghi in Valsassina ma anche sulla storia, sui Torriani sull’origine stesso del nome della Valle…

Metà della manifestazione è servita a ricordare (in estrema sintesi…) la figura di Flavio Selva. Dopo oltre due ore il testimone è passato ai relatori dedicati alla memoria dell’altro grande protagonista della scena culturale – ma non  solo – della Valsassina mancato nella primavera del 2021: Pierfranco Invernizzi.

Anche in questo caso persona apprezzata per l’enorme disponibilità e presenza oltre che per le cospicue conoscenze e competenze (“Non mancava mai ad alcun a delle iniziative pubbliche a Primaluna” ha ricordato il sindaco Artusi, parlando di quell’uomo che “anche da anziano, si presentava con la sua macchina fotografica dimostrando l’entusiasmo di un bambino, appassionato e curioso”.

Marco Tizzoni ha parlato del suo incontro con Pierfranco in una miniera della Valsassina mentre il figlio dello scomparso, Tomaso Invernizzi, ha svelato diversi aneddoti sulla vita lavorativa del padre – affermando tra l’altro che per la propria passione per la geologia forse venne “invogliata” proprio dal papà e forse per la presenza delle miniere qui in Valsassina.

Il geologo Matteo Lambrugo ha poi parlato della barite – riprendendo una conferenza tenuta anni fa insieme allo stesso Pierfranco.

Ne è uscito un ritratto a tutto tondo di questo personaggio eclettico e multiforme, pronto a far conoscere quelle “sue” miniere, coll’immancabile caschetto giallo in testa e la gioia nel condividere la propria esperienza soprattutto con i più giovani.

Figura imprescindibile, come ha sottolineato il primo cittadino di Primaluna – che ha voluto segnalare quanto Invernizzi sia stato centrale per il rilancio a sfondo didattico del giacimento di Cortabbio per la cui promozione, ha aggiunto Artusi, di recente la Regione ha stanziato altri 600mila euro.

S. T.




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