DIECI ANNI FA L’ADDIO AL “SIC”. UN RICORDO DEL GRANDE MARCO SIMONCELLI, TRA VALSASSINA E VALVARRONE



motoracereports, CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia CommonsALTA VALSASSINA – Il 23 ottobre di 10 anni fa moriva, in seguito a un tragico incidente sul circuito malese di Sepang, il pilota motociclistico Marco Simoncelli.

Aveva solo 24 anni, ma il suo ricordo riempie tanti cuori. Dei numerosissimi tifosi che vedevano in lui un grande uomo oltre che un promettente talento nel campo delle moto, e anche di tanti valsassinesi.

Perché il Sic amava i nostri posti meravigliosi, frequentava Alta Valle e Valvarrone e per poco non acquistò una baita sul Munte Muggio

Di questo e d’altro ancora VN ha parlato con Piermario Donadoni, già amministratore delegato di Metis – al tempo title sponsor di Simoncelli, quando il campione romagnolo vinse nel 2008 il titolo mondiale nella classe 250 con la Gilera.

(Nella foto sotto da Moto.it a sinistra Simoncelli, terzo da destra Donadoni)

Donadoni, nato a Casargo e spesso a Margno e in Valvarrone, ha avuto un rapporto prima umano che professionale col Sic e nell’intervista a tratti si commuove, rievocando fatti, aneddoti e peculiarità della sua amicizia profonda col giovane asso delle due ruote, mancato proprio dieci anni fa.

“Marco era come un figlio, concreto e professionale come poche persone. Rare quelle schiette e sincere come lui nel circuito… Non gli sfuggiva niente, riusciva essere super preciso in ogni cosa, quel che fa la differenza tra piloti normali e campioni veri”.

Un aneddoto che le è caro su Simoncelli?

“Febbraio 2009, campione del mondo in carica siamo all’autodromo di Monza per presentare la stagione 2009 . Ricorrevano i 100 anni della Gilera, una conferenza stampa molto sentita con 200 giornalisti, i piloti in vita, il quartier generale del Gruppo Piaggio. Alla fine tutti omaggiati di un libro con la storia della Gilera, da Libero Liberati a Marco Simoncelli campione del mondo 2008. Tutti in fila per l’autografo sulla foto dei singoli ma quando si trattò di firmare la mia copia, Marco la appose sulla foto più importante per lui, che pure era un numero 1. L’immagine più significativa per entrambi era quella di quando ci eravamo conosciuti e lui non era ancora campione del mondo… Come vedete ha scritto “Per Piermario, l’unico che ha voluto la dedica su questa foto, scarsa di risultati ma ricca di significati“. Insomma non contava tanto la sua fama ma le persone”.

E il Sic “valsassinese”?

Marco veniva spesso in Alta Valle dove l’ho portato la prima volta – sono originario di Casargo, ho casa a Margno e in Valvarrone. Era conosciuto e stimato da tanti in queste zone, dove ha lasciato un segno. A un certo punto avevo preso l’impegno di ristrutturare per lui una baita al Monte Basso, gli piaceva tanto ma poi le cose sono andate diversamente. Veniva spesso da me in Valvarrone, si andava sempre a mangiare polenta e funghi a Subiale“.

Che rapporto aveva con gli sport di montagna?

“Gli piaceva sciare, era bravino; partecipò più volte alle cene dello Sci Club Alta Valsassina (vedi foto di gruppo in copertina, ndr). Ma più di tutto, stravedeva per le motoslitte“.

L’ultimo ricordo di ‘SuperSic’?

“Sono passati dieci ma, fuor di retorica, Marco è sempre tra di noi. Ha lasciato un suo ricordo, bellissimo, a tutti col suo modo di fare e il suo sorriso. Scorre il tempo, ma io “lo sento”, per me lui c’è”.

S. T.




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