VISTI DALLA RSA: LA REGINA MA NON SOLO, MALATTIA E MORTE FATICOSE REALTÀ DA AFFRONTARE E ACCETTARE



HM The Queen formally launched the Queen Elizabeth II Acad… | FlickrLa morte della Regina Elisabetta, al di là delle singole preferenze e simpatie, ha colto tutti “impreparati”, come se in qualche modo potesse essere “eterna”.

La Regina ha conosciuto 15 Primi Ministri, incontrato 13 presidenti Americani e 4 Papi in visite ufficiali: potremmo andare avanti con l’elenco (è infatti definita “la Regina dei record”) ma ciò che è degno di nota è l’impatto immediato che ha avuto sulla popolazione e l’idea irrazionale che “non sembrava potesse accadere”.

A volte nella nostra mente si fanno strada pensieri che ci portano a dire “la mamma starà bene”, “Papà guarirà”, anche quando l’età avanza e la multimorbilità (presenza di pluripatologie croniche) dà segnali che vanno in direzione opposta al nostro pensiero.

Credo sia una forma difensiva, perché non è facile vedere le persone a cui vogliamo bene “allontanarsi” da noi e non è nemmeno semplice accettare l’idea che la persona con cui siamo cresciuti sia in un certo senso differente, più fragile e vulnerabile.

Non ci sono metodi “giusti” o consigli per aiutare ad affrontare la malattia o l’aggravamento dei propri Cari: credo si “debba” passare attraverso una fase di rabbia, dolore, rifiuto per poi accettare la nuova, faticosa, realtà.

Solo con un cambiamento di prospettiva possiamo sopravvivere allo “strappo” emotivo causato dal malessere dei nostri Cari: sono loro al centro, dobbiamo essere noi ad andare incontro ai loro tempi, al loro nuovo linguaggio, al loro mondo.

La vera rivoluzione e il vero cambiamento, si generano pensando che nulla è eterno: solo vivendo nei qui ed ora possiamo regalare momenti speciali alle persone a cui vogliamo bene.

Il tempo passa in fretta, dobbiamo dire, fare, dare: è il solo consiglio che si possa dare vedendo e conoscendo tante diverse realtà, dentro e fuori la Rsa.

Una persona a me cara ieri ha detto che “non si può evitare di dire come ci si sente, almeno alle persone che ti stanno più vicine”: nessuno è una roccia, è importante mostrarsi anche nelle proprie (umane) fragilità.

Siamo qui per aiutare anche le famiglie degli ospiti , per supportare i Vari percorsi, perché prendersi Cura degli Ospiti non può tener conto delle persone che fanno parte delle loro vite.

Veronica Bonicalzi

Direttore di struttura
Rsa Casa Sant’Antonio
Barzio

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Foto in copertina credit Tag24

 

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