L’OPINIONE. “RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE: RECUPERI DA ROMA A MILANO, PASSANDO PER LECCO”



Con la partenza della 19esima legislatura e quasi trovata la quadra sui ministeri più importanti, cioè quelli con portafoglio, le ridimensionate “rappresentanze territoriali” nel Belpaese continuano a darsi da fare per recuperare almeno qualche posto da sottosegretario per i propri esclusi, senza trascurare la miriade di ben retribuite postazioni, a torto considerate minori, che fanno gola a molti ex nei numerosi enti e contesti socio-economici che ruotano attorno al nuovo Governo.

Di solito vengono premiate le professionalità maturate negli anni e costruite con studio e operosa coerenza politica, alle quali tutti partiti non rinunciano facilmente.

Le frenetiche trattative, come da copione, avvengono nel più religioso silenzio dentro le sacrestie della politica romana che dovranno trovare anche qui un equilibrio che lungi dal rappresentare una fragile intesa, al contrario, sappia creare le condizioni che consentano di lavorare insieme e in modo proficuo ai componenti della stessa coalizione. Viste dall’esterno queste magmatiche prove d’intesa, spesso stigmatizzate dall’opposizione parlamentare e politica nel Paese, posso dare l’impressione di un disordine generalizzato e foriero di venti di tempesta dentro la stessa squadra di governo ma in realtà sono le consuete dinamiche che deve affrontare chi vince le elezioni: problemi questi che vorrebbe avere chi, invece, le elezioni le ha perse malamente per le proprie scelte poco illuminate o sbagliate del tutto. Come sempre accade in queste occasioni, c’è chi si confronta anche in modo spigoloso per contendersi “la polpa” e chi rosica amaro, masticando l’osso.

Questa è la Democrazia. Chi vince governa e chi sta all’opposizione controlla, in attesa di tempi migliori: questa situazione c’era del resto da attendersi dopo che sono stati tagliati un terzo dei parlamentari che sedevano alla Camera dei deputati e alla cosiddetta Camera alta. Non è un segreto di stato che i partiti tradizionalmente detentori delle decotte maggioranze degli ultimi anni non hanno avuto la forza, la convinzione e fors’anche i numeri per contrastare la scivolosa proposta di chi voleva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno ma poi gli si è rotto l’apriscatole in mano e ha cambiato mestiere. Cose che succedono.

Passando dal generale al particolare e guardando in casa nostra, cioè a Lecco ma anche in Lombardia: certamente anche da noi non mancano spiccate individualità sia professionali che politiche fra coloro che il taglio dei parlamentari e il giudizio degli elettori ha momentaneamente privato della possibilità di rendersi ancora utile ai cittadini che popolano il territorio in cui viviamo.

A breve sapremo se saranno recuperate nei prossimi giorni o dovranno attendere gli altri appuntamenti elettorali che già si stanno affacciando all’orizzonte.

Claudio Baruffaldi

 

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