POLITICA/ELEZIONI REGIONALI 2023, IN VALSASSINA E IN PROVINCIA “GLI ELETTORI HANNO FATTO SCELTE PRECISE”



Egregio Direttore,
a bocce ferme e dopo che i protagonisti delle ultime elezioni politiche hanno quasi finito di festeggiare o di leccarsi le ferite, mi tocca una riflessione che coinvolge il livello locale soprattutto per quanto riguarda il comportamento dell’elettorato in Valsassina e nelle convalli che costituiscono il territorio a noi più vicino: siccome siamo in vista delle elezioni regionali di primavera non intendo però limitarmi al più stretto ambito montanaro ma anzi, nelle mie intenzioni, vorrei estenderla all’intera provincia di Lecco, dove si sono registrate le stesse identiche dinamiche che sui monti.

I risultati sono noti e per molti aspetti erano pure attesi, visto che l’andamento pre elettorale del dibattito parlamentare e nel Paese è stato ampiamente confermato dai sondaggi prima e dalle urne il 25 settembre: il più frazionato Centrosinistra semplicemente e come prevedibile non è riuscito a quagliare i risultati sperati mentre è nel Centrodestra, da noi più radicato, che si sono concretizzate le dinamiche confermate anche a livello nazionale e che potrebbero certamente influenzare l’esito delle prossime tornate elettorali amministrative, a Milano e in ogni singola amministrazione comunale.

Nel Centrodestra si è, infatti, verificato un nuovo e corposo spostamento interno di consensi proprio come era già avvenuto negli anni scorsi quando prima Forza Italia e successivamente la Lega avevano fatto incetta di voti per poi perderli per strada: ora, invece, il travaso è avvenuto in favore di Fratelli d’Italia mentre le altre schede mancanti all’appello sono preda della disaffezione ai seggi. Questa premessa per significare la necessità che i partiti, per soddisfare le solite logiche interne di corrente, a rappresentarci in Regione, non impongano una volta ancora personaggi che sono totalmente estranei e culturalmente lontani dalla vita nelle Terre alte, che poi vedi solo a qualche taglio di nastro o aleggiano saltuariamente a gustose cenette “riservate” ai pochi e soliti noti.

In più. Anche in questa tornata si conferma una consistente disaffezione alle urne che si potrà contrastare solo presentando i candidati più conosciuti sul nostro territorio ma per coinvolgere anche i nuovi virgulti della politica locale é necessario dare segnali di rinnovamento. Penso infatti che non ci sia nulla di più demotivante per l’entusiasmo del neofita dal dover operare in contesti così immobili e ingessati: in futuro c’è il rischio di una sola lista per paese a farla da padrone e con le stesse facce al timone, così noiose per l’elettorato.

Per le regionali, i partiti e le loro coalizioni sappiano dare spazio a chi lavora sul nostro territorio con l’energia e l’entusiasmo di una ancor giovane età e che ha saputo distinguersi con impegno, come amministratore comunale dalla Val piana all’Alta Valsassina ma che è altrettanto conosciuto nel resto della provincia per la sua storia politica personale e che, dunque, possa aggregare il necessario fardello di voti anche nel resto del collegio. Non credo si debba ancora “pescare” fra i logori e anacronistici cambia-casacca di professione che anche ultimamente erano già dati in partenza per altri lidi a loro evidentemente più funzionali ma pare che, almeno fino ad ora, non li abbiano presi a libro paga.

Restando in Valle. In Comunità Montana ci sono sindaci che potrebbero ottimamente prestarsi alla corsa a consigliere regionale e che, attualmente, ben rappresentano le scelte vincenti dell’elettorato in Valsassina e in provincia di Lecco: ovviamente non mi riferisco a qualcuna delle facce che girano da decenni. Se questo loro attaccamento all’impegno politico è per certi versi lodevole, al contempo, non è certamente il segnale di quell’auspicato rinnovamento che dovrebbe invece caratterizzare ogni organismo pubblico rappresentativo. Presentare candidati più freschi e motivati alle regionali ma anche alle prossime elezioni comunali del 2024 sarebbe certamente foriero di quell’auspicato turnover che consentirebbe di coinvolgere in maggior numero gli elettori più giovani, oltre che contrastare il melanconico copione delle ormai diffuse amministrazioni-monolista.

Claudio Baruffaldi

Già sindaco di Primaluna (1985-1995),
presidente Comunità Montana VVVR (1992-1996)

 

 

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