L’INDISCREZIONE. SALVI I PLATANI DI CORTABBIO: “FORSE SÌ O FORSE ANCHE NO?”



Caro Direttore,
ogniqualvolta arrivo in paese e parcheggio nelle vicinanze di quei secolari e ignari platani non posso che pensare al pericolo che corrono, per fare posto alla nuova strada che é in fase di progettazione: anche se il tutto é stranamente coperto dal più completo riserbo e vige la consegna del silenzio – che il popolo “sovrano” fino all’ultimo non sappia quel che san tutti nelle segrete stanze – all’italiana, in realtà, qualcosa si sa su questo misterioso e futuribile tracciato viabilistico, stretto tra il torrente Pioverna e le pendici della Grigna. Dopo così tanto tempo, come potrebbe essere diversamente. È il segreto di Pulcinella.

Fra gli addetti ai lavori, soprattutto dopo la levata di scudi che sta crescendo anche fra i residenti, in loro difesa, filtra la possibilità che a tutela di un passato ancora presente si riesca a trovare il modo di far coabitare la nuova rotonda con l’auspicata presenza di almeno uno degli storici alberi che caratterizzano lo skyline di Cortabbio in quel preciso punto della Valsassina così come lo conosciamo da sempre e che, legittimamente, vorremmo non fosse completamente stravolto.

Da oltre mezzo secolo siamo arrivati sulla luna: nel 2022 con un po’ di buona volontà e raziocinio proprio vuoi che non si riesca a salvare qualche bel platano!

Da quando si é “saputa” la natalizia quanto ufficiosa novella, si attendono conferme. A livello locale si sono però già susseguiti pareri positivi e favorevoli auspici non solo da chi ci convive piacevolmente tutti i giorni e se li gode da quando portava i pantaloni corti ma anche turisti e villeggiati affezionati hanno espresso il loro plauso per questa soluzione che, pur non essendo l’ottimale soprattutto per i poveri platani che sarebbero sacrificati, rappresenta comunque quel tratto di attenzione da parte della Pubblica amministrazione che sarà decisamente apprezzato anche dai comuni mortali e dagli occasionali passanti e frequentatori della Valpiana.

Come dicevo, dalle molte riunioni in Valsassina e pure lecchesi che riguardano la nuova bretella stradale, é per così dire fatta filtrare questa bella notizia e se l’indiscrezione la so anch’io vuol dire che qualcuno effettivamente lo ha detto in giro e per questo ringrazio chi ha voluto cortesemente condividere la possibile quanto gradita soluzione progettuale: la cosa, ovviamente, mi fa piacere ed é stata piacevolmente accolta anche dai Cortabbiesi che pure ne sono a conoscenza e dunque ci si augura che si faccia per davvero tutto il possibile per garantire vita e presenza a questi antichi monumenti della natura che, da quel dì, non hanno mai attentato alla sicurezza e all’incolumità di nessuno. Questo sia chiaro.

Salvare almeno uno di quei cari platani, se non di più, creerebbe fra l’altro una maggiore simpatia e condivisione nei confronti di chi prima o poi arriverà su quel piazzale con ruspe ed escavatori per costruire la nuova strada, attesa da 40anni per togliere definitivamente il traffico pesante da tutte frazioni e località su tutto il territorio nella patria dei Torriani. Fatto salvo l’impegno degli amministratori locali nel continuare ad attivarsi per reperire gli indispensabili finanziamenti necessari al completamento di questa monca e provvisoria soluzione viabilistica: per ora si prevede, infatti e improvvidamente, che la nuova tangenziale si fermi a Cortabbio piuttosto che proseguire fino sul confine con Cortenova come originariamente previsto dai sindaci del comune di Primaluna, fin dai primi anni ’80.

E anche questo è bene sempre ricordarlo.

Claudio Baruffaldi

Già sindaco di Primaluna (1985-1995),
presidente Comunità Montana VVVR (1992-1996)

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