LO DICEVA DON LUIGI LISSONI: “NELLA SCUOLA NON SI PARLA DI RESISTENZA”



Don Luigi giovane seminarista

BALLABIO – “Sono arrabbiato. Perché? Perché nella scuola non si parla affatto della Resistenza. E invece la Resistenza fa parte della nostra Storia, della Storia d’Italia“.

Dall’archivio dell’Associazione Banlieue di Osnago (Lecco) ecco che ritorna grazie all’appassionato lavoro di Paola Ciccioli, la voce roca e severa di don Luigi Lissoni, al quale alla fine della seconda guerra mondiale è stato conferito il “Brevetto Alexander” o “Patriot Certificate”, un attestato di valore per aver aiutato centinaia e centinaia di prigionieri alleati a mettersi in salvo da nazisti e fascisti.

Dunque eccolo qui il giovane sacerdote che, dopo l’ordinazione a Milano il 27 maggio 1943, a 26 anni arriva a Bellano per dare una mano al Prevosto Francesco Rovelli, diventando come lui “ribelle per amore” dalla parte dei partigiani.

Al loro fianco un laico, un uomo caritatevole e coraggioso, Carlo Ottonello, impiegato della società Autotrasporti delle Linee automobilistiche della Valsassina. Dopo la guerra don Luigi Lissoni fu poi a lungo amatissimo parroco di Ballabio.

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