LA PANDEMIA, TRE ANNI DOPO, VISTA DALLA RSA DI BARZIO. “CHIUDERE SEMBRAVA UNA FOLLIA, MA POI…”



Il 22 Febbraio 2020, durante una telefonata serale con il Responsabile Sanitario, abbiamo deciso di “chiudere” la Rsa Casa Sant’Antonio ai visitatori.

Sembrava una follia, qualcosa che (in quel momento) era “un’esagerazione”.

Qualcuno ha obiettato “ma c’è la festa domani, c’è il coro!”: sono le stesse persone che oggi, a distanza di tre anni, ringraziano per aver chiuso “In tempo”.

Mi vengono i brividi quando ripenso a quella telefonata, alle chiamate dei parenti il giorno dopo, allo sguardo smarrito e spaventato degli operatori.

Ci sono date che restano nella mente e sensazioni che tornano vivide anche solo a parlarne.
Non saremmo stati pronti, nel febbraio 2020, da ogni punto di vista: la prima ondata di Coronavirus è stata troppo intensa, forte, aggressiva.

Non ha colpito Casa Sant’Antonio ma colleghi di altre Rsa che conosciamo (vicine e lontane) raccontano ancora adesso con sgomento quanto è accaduto in quel periodo.

Abbiamo vissuto quei mesi come se fossimo in un tempo “sospeso”, in un clima surreale, anche a ripensarci ora.
Ci siamo stretti attorno agli Ospiti ed alle famiglie, abbiamo superato quei primi mesi cercando di far respirare un’aria di tepore, protezione e calore ai Residenti.

Nei mesi in cui tutto era immobile, Casa Sant’Antonio cercava modi nuovi per coinvolgere gli Ospiti e per avvicinarli alle famiglie, e le famiglie a Loro.

Abbiamo dato tanto e ricevuto fiducia, appoggio e comprensione dalle famiglie, dagli amici e dal territorio.
E’ stato davvero un periodo molto duro ma anche un momento di grande riflessione: le nostre vite sono cambiate, ci siamo guardati tutti in modo differente. E’ stata “l’occasione” (non da tutti colta, o troppo in fretta messa da parte) per farsi delle domande sulla vita, sulle persone, su quanto ci stava travolgendo e stravolgendo.

Ripenso alla postina, che ogni giorno consegnava il giornale scrivendo un messaggio di incoraggiamento per tutti noi. Ricordo con emozione i pensieri dei bambini, i videomessaggi, i regali che arrivavano da ogni dove.

Tanti sono i ricordi di quel periodo, che sembra un tempo lontano da una parte ma diventa vicinissimo appena se ne parla e riemergono le emozioni.

Dedico questa lettera a tutti gli Ospiti di Casa Sant’Antonio (a chi c’è ancora e chi è mancato in questi anni), e a chi ha vissuto (da vicino) questa “avventura” che solo adesso inizia a lasciare intravedere luce e speranza: quella a cui ci aggrappiamo sorridendo, lottando e vivendo al cento per cento ogni giorno.

Agli Ospiti, alle famiglie, a chi è stato ed è vicino a Casa Sant’Antonio, agli operatori che credono in quello che fanno, un grande abbraccio e un grazie per la fiducia, la pazienza, l’amore.

Veronica Bonicalzi

Direttrice Rsa casa Sant’Antonio
Barzio

 

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