DON GABRIELE COMMENTA LE LETTURE DELLA QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA



Il Vangelo di questa 4a domenica di Quaresima ci presenta la guarigione del cieco nato. Raccogliamo tre spunti di riflessione da applicare alla nostra vita. Anzitutto proviamo a immaginare lo stupore provato dalla gente nel vedere quell’uomo guarito dalla sua cecità, mentre prima era un povero mendicante che viveva della loro elemosina. Eppure non è bastato il miracolo perchè i Giudei vincessero i loro pregiudizi e i genitori del cieco guarito vincessero la paura. Nasce qui la prima considerazione tanto vera anche per noi: quante volte pregiudizi e paura rendono ciechi la mente e il cuore più della cecità degli occhi.

Ci chiediamo poi: in quale modo ci possiamo ritrovare nella persona del cieco? Cecità, esclusione e solitudine sono le condizioni del cieco. La nostra somiglianza con lui non sta nella cecità materiale, ma nella cecità verso i valori più veri verso i quali ci guida la Legge di Dio, come ci è ricordato nelle prime due letture.

L’esclusione e la solitudine in cui viene a trovarsi quel cieco guarito ci ricorda come anche la nostra vita può essere segnata da esclusione e solitudine; in particolare quando questo avviene per Gesù, come fu per quel cieco.

È la discriminazione che spesso subisce chi vuole essere fedele a Gesù: succede nella politica e nell’economia, a scuola e nei luoghi di lavoro, e anche nelle stesse famiglie.

Ma il punto a cui conduce tutta questa pagina è la rivelazione che Gesù fa di se stesso al cieco.

Immaginiamo il cieco guarito con due sentimenti opposti nel cuore: la contentezza perché ora vede, e la delusione perché si sente escluso ed evitato, perfino dai propri genitori.

In questo buio dell’anima ecco il nuovo incontro con Gesù: “Credi tu nel Figlio dell’Uomo?”, un titolo che nel Vangelo esprime come Gesù raggiungerà la gloria nel suo innalzamento sulla croce.

E il cieco: “Credo, Signore”, e gli si prostrò davanti.

È a questo punto che Gesù è riconosciuto e accolto da quel cieco non più soltanto come guaritore dei suoi occhi, ma luce per tutta la sua vita.

In conclusione, il Vangelo di oggi ci invita a riconoscerci nelle esperienza di vita del cieco, a percorrere con lui un cammino libero da pregiudizi e paure, attraverso incomprensioni e solitudini pur di rimanere fedeli alla realtà e a quanto comincia-mo a capire, fino all’incontro finale e personale con Gesù.


Don Gabriele

Vicario parrocchiale

 

 

 

 

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