DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO DELLA SECONDA DI QUARESIMA



Gesù ha sete…ma poi non beve. La samaritana arriva al pozzo per attingere acqua e poi lascia la brocca presso il pozzo.Di che sete si tratta? Cosa l’ha placata in loro? Nel racconto della morte di croce Giovanni scrive: «Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: “Ho sete”» (Gv 19,28)

Il dialogo con la samaritana e questa frase del crocifisso ci aiutano a capire quale sete ha Gesù nel cuore. Gesù non ha paura di mostrarsi bisognoso, non ha paura a chiedere. E non chiede perché non ha nulla da dare. Chiede perché vuole offrirci la possibilità di aprirci e attivarci nell’amore, nel dono. Crede che comunque e sempre anche ogni situazione di fragilità, di mancanza, di debolezza può diventare occasione di nuovo inizio, punti possibili di partenza e non inizio di una fine.

Gesù ha sete di incontrarci, di parlarci, di dirci che ci comprende, che ci ama, che vuole vederci contenti, dissetati nella nostra tremenda sete di amore che a volte ci spinge a sbagliare per poterla presto placare. Ha sete di non vederci più vergognosi per le nostre povertà ma capaci di cercare in lui acqua viva. Ha sete di vederci sereni e gioiosi e non più persi e disperati, perché capaci di vederci con quello sguardo di grande stima con cui lui stesso ci vede. Ha sete di perdonarci e di ricrearci, di renderci uomini nuovi, veramente figli e fratelli. Vuole far nascere in noi domande di vita vera e nuova, vuole suscitare in noi desiderio di acqua fresca che ci disseta veramente. Ha sete di rivelarci il vero volto di Dio, come padre-madre per noi.

Ha sete di farci capire che Dio cerca adoratori in Spirito e Verità, e che l’adorazione di Dio unisce e non divide. Ha sete di farci percepire la sua fiducia in noi, nelle nostre capacità di accogliere e far crescere il suo regno. Ogni incontro, ogni parola di Gesù, ogni sua scelta in realtà ci parla della sua sete. Proviamo a muoverci tra le pagine del Vangelo in questa particolare prospettiva.

La samaritana lascia la brocca al pozzo perché ha compreso di essere amata nonostante i suoi errori, perché ha fatto pace con il suo passato che perdonato può anche essere raccontato per far conoscere a tutti il potere vivificante della misericordia, perché Gesù l’ha aiutata a comprendere che il suo cuore è come un pozzo che ancora contiene acqua buona e che questa acqua non è solo per lei. Vorrebbe che tutti incontrassero Gesù e si lasciassero guardare in fondo al cuore per iniziare a vivere veramente.

Com’è la nostra sete? A quale “pozzo” ritorniamo volentieri per placarla? Vogliamo accogliere Gesù come acqua che veramente disseta. Vogliamo offrirci a Gesù come acqua che disseta?

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

 

 

 

 

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