LETTERA. “QUANTE COLONNINE ELETTRICHE… MA L’ARREDO URBANO?”



Nella valle dei semafori” cantava Davide Van de Sfroos in una celebre canzone. A distanza di 25 anni – e con buona pace della metrica – potremmo oggi parlare di “Valle delle colonnine elettriche“.

Ho notato infatti che a Barzio sta sorgendo un nuovo impianto per la ricarica dei veicoli ecologici, e da possessore di auto elettrica non posso che felicitarmene. A maggior ragione perché si tratta di una colonnina di ultima generazione e che dovrebbe garantire una ricarica veloce.

Non posso però fare a meno di lamentare la totale mancanza di coordinamento in questa corsa alle installazioni. Comprendo che ogni azienda debba rendere riconoscibile il proprio marchio e la propria colonnina, ma è possibile che non si possa mantenere uno standard ordinato?

Ci impongono il colore della facciata di casa, i materiali per ricoprire i tetti, mentre quando si tratta di arredo urbano ogni azienda può fare ciò che vuole. Se vogliamo dare una bella immagine del paese le autorizzazioni dovrebbero prevedere il rispetto di condizioni estetiche uguali per tutti.

Le colonnine di Barzio invece sono una diversa dall’altra. La cosa è lampante al parcheggio Prada, accanto alla Strada Provinciale, dove la nuova colonnina viola è apparsa a pochi metri da una già esistente, grigia. Sono diversi anche i paracolpi, per non parlare della segnaletica verticale dove ognuno fa a sé.

Mi chiedo se esista un regolamento per l’arredo urbano. Anche se a mio parere basterebbe solo un po’ di buon senso… 

Lettera firmata

 

 

 

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