RACCONTI BESTIALI, LA NUOVA RUBRICA SETTIMANALE SU VN. PRIMA PUNTATA: “NON DIRE GATTO…”



Ce l’avete chiesta, in tanti; ne abbiamo discusso in redazione e da tempo ci interrogavamo su come realizzare una rubrica dedicata al mondo degli animali – in particolare (ma non solo) quelli che ci sono più vicini e fanno proprio parte delle nostre famiglie. 

Ovvio che non sta a noi giornalisti affrontare – se non per singole notizie di cronaca – il tema della “animalità”. Servono competenza e professionalità, le stesse qualità che abbiamo riscontrato nelle autrici di RACCONTI BESTIALI, il nuovo spazio quindicinale che ogni due settimane ci accompagnerà alla scoperta dei nostri amati cani, gatti e altre creature da comprendere per apprezzarle al meglio.

Alle stesse veterinarie Rosa Gorio ed Elisabetta Mariani il compito di presentarsi e illustrare lo spirito della rubrica; a seguire la prima puntata, già interessante e sorprendente.
VN

Presentazione delle nostre professionalità
Eccoci qui! Come quando si entra in una casa nuova sono d’obbligo le presentazioni: siamo le dottoresse Rosa Gorio, medico veterinario esperto in comportamento ed Elisabetta Mariani biologa con indirizzo fisiologico etologico.

Entrambe siamo educatori cinofili con approccio cognitivo zooantropologico e ci occupiamo  prevalentemente di cani, ma non solo.

Questa rubrica vuole raccontarvi delle curiosità sul mondo dell’animalità, ma anche sfatare miti e false credenze sulle creature grandi e piccole che popolano il nostro mondo, in particolare il nostro territorio valsassinese.

Non siamo “autoctone”, ma abbiamo scelto di vivere in Valsassina con le nostre famiglie, quindi ci perdonerete se parliamo di questo territorio come anche un po’ nostro: questa valle ci ha adottato e fatto sentire parte di questa comunità. La nostra formazione parte dall’Università perché entrambe abbiamo scelto delle facoltà che hanno come obiettivo lo studio del mondo animale e del suo benessere, pertanto il nostro percorso si è sempre arricchito di stages e specializzazioni che ci hanno portato ad avviare delle professioni con questi tipi di indirizzo.

Siamo unite, oltre che da un’amicizia decennale, anche dalla passione per la pedagogia, l’etologia e la comunicazione nel mondo animale. Il nostro approccio si differenzia dal metodo addestrativo in quanto tiene conto del mondo sistemico e del gruppo sociale a cui appartiene quell’animale, quindi per noi le modalità di intervento sono di carattere multidisciplinare.

Ci piace sognare e, in collaborazione con ATS Monza Brianza, abbiamo avviato delle serate per il conseguimento del “patentino per proprietari di cani” in modo da fornire più informazioni possibili, sostenute da persone qualificate, per fare cultura in ambito cinofilo, ma non solo. Grazie a questa opportunità, potremo arrivare a più persone e fare conoscere questo mondo e questo approccio che caratterizza le nostre professionalità e il nostro sguardo sul mondo.

Vi aspettiamo!

Dr.ssa Elisabetta Mariani

Biologa e Formatrice
Istruttrice cinofila
con approccio CZ

Dr.ssa Rosa Gorio

Medico Veterinario 
esperto in comportamento
Educatore cinofilo con approccio CZ


RACCONTI BESTIALI – prima puntata
“Non dire gatto.. se non ce l’hai nel sacco”
Un conosciuto proverbio che ci svela già alcune caratteristiche peculiari della specie Felis silvestris catus, il nostro amato gatto domestico: la sua imprevedibilità e la difficoltà ad “essere rinchiuso” in uno spazio ristretto, come appunto.. un sacco…o, a volte, un appartamento.

Chiunque abbia vissuto con un gatto sa bene, per esempio, che né le porte chiuse né i trasportini sono di suo gradimento. Il gatto ama sentirsi libero: libero di muoversi, di scegliere di stare o di andare,  libero della sua vita insomma.

E la sua fortuna è che le normative tutelino anche la sua vita libera da randagio, a differenza del cane che, quando privo di proprietari umani deve trovare collocazione presso canili sanitari e poi rifugi. Tutto ciò non significa che il gatto, nelle nostre abitazioni, non possa diventare un ottimo compagno di vita, se le sue caratteristiche di specie vengono conosciute e rispettate.

Il gatto è un animale definito sociale facoltativo: in grado, quindi, di trovare una dimensione di appagamento, sia conducendo una vita (o parte di essa) solitaria, sia appartenendo ad un gruppo stabile. Il gatto, infatti, a seconda delle risorse a disposizione, dell’ampiezza del territorio, della densità della popolazione presente in esso, e delle caratteristiche individuali, può decidere di essere sociale… o di non esserlo.

Nella vita randagia il gatto si ritrova in gruppi eterogenei di conspecifici, definiti colonie.

Alcuni soggetti, soprattutto giovani gatti maschi interi, possono condurre vite solitarie ed avvicinarsi a gruppi di femmine nel periodo dell’accoppiamento.

Nelle nostre case il gatto può condurre una vita serena da “figlio unico”, relazionandosi con il gruppo famigliare umano o anche con altri animali domestici (le amicizie con i cani sono spesso dei capolavori di comunicazione interspecifica). Altri gatti, invece, anche nelle nostre case, amano condividere alcuni momenti e alcuni spazi (non tutti!!) con i loro compagni gatti con cui convivono da tempo.

Ogni soggetto, come sempre, come per tutte le specie animali, va valutato nella sua soggettività, senza dare nulla per scontato… non dimentichiamolo mai!

Dunque, se il nostro amato Felix ha sempre vissuto con Cleopatra, sorella conspecifica… non significa che alla dipartita di uno dei due (ahimè prima o poi arriva) lo stesso soggetto accolga in casa qualsiasi altro gatto io desideri proporgli…con il buon intento di non farlo sentire solo.

Anche all’interno delle colonie di gatti randagi, gli “estranei” possono entrare a far parte della colonia stessa, ma solo con un processo di conoscenza, integrazione e accettazione reciproca molto molto lento. Ed è proprio questa lentezza e gradualità che spesso non abbiamo la pazienza di riprodurre nelle nostre realtà domestiche.

Insomma, anche nelle relazioni e non solo, il gatto è un animale che ama scegliere… e può permettersi di farlo.

E riguardo gli spazi?
Una delle diagnosi più diffuse del nostro felino in ambito comportamentale è, purtroppo, il cosiddetto “Disturbo da limitazione dello spazio”, che può manifestarsi con aggressioni importanti a carico del referente umano.

Un gatto desidera avere davanti a sè una porta aperta… che è sinonimo di scelta autonoma. Davanti ad una porta aperta il gatto può decidere di restare appallottolato comodamente sul divano e guardare fuori… così come di uscire, farsi un giretto e rientrare secondo le sue esigenze. Ecco dunque la sua imprevedibilità: giorni e giorni a chiedere di aprire quella porta… e ora che i tempi sono maturi… il nostro gatto non esce… però scruta lo spazio esterno, che la porta chiusa non consentiva di fare e, soprattutto, compie una scelta autonoma.

Lo stesso comportamento può essere riservato anche verso un confine interno (accesso o mancato accesso a uno spazio domestico).

Le gattaiole sono, dunque, uno strumento utilissimo che ci consente di dare al gatto la libertà di scelta tra ambiente interno ed esterno, sia quando l’ambiente esterno è un davanzale, un balcone, un terrazzo, un tetto … oppure il mondo esterno con i più ampi confini, che il gatto stesso autodefinisce.

Altre famiglie trovano il compromesso tra pericoli e proprie preoccupazioni, utilizzando apposite pettorine e guinzagli per gatti… che non mi sento di promuovere in tutte le situazioni, proprio perché non consentono libertà di scelta e determinano un contenimento, che spesso può spaventare.

Non è un caso che del gatto si dica anche che abbia sette vite… insomma, un animale domestico che pare cavarsela in tante situazioni, anche avventurose e non prive di suspense, un animale che non finisce mai di stupirci e di affascinarci.. e al posto del quale non possiamo permetterci di decidere.

Dr.ssa Rosa Gorio

Medico Veterinario
esperto in comportamento
Educatore cinofilo con approccio CZ

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