NELLE PARROCCHIE IL GESTO UMILE DELLA LAVANDA DEI PIEDI



VALSASSINA – Nella varie realtà parrocchiali il rito della lavanda dei piedi. Il gesto che vede protagonisti bambini e ragazzi è denso di significato: questo episodio viene raccontato solo in uno dei quattro Vangeli, quello di Giovanni, dove manca invece l’istituzione dell’Eucarestia. La lavanda dei piedi, ovvero del momento in cui Gesù, ritrovatosi per l’ultima volta con gli Apostoli per consumare la cena pasquale, si inginocchia e lava i piedi a ciascuno di loro rappresenta la assoluta umiltà da parte del maestro verso i suoi discepoli, gesto simbolo dell’amore di Dio.

Tra le tante usanze ebraiche c’era quella secondo cui il capofamiglia doveva lavare le mani dei commensali prima di iniziare la cena pasquale. Inoltre nel mondo ebraico lavare i piedi a qualcuno era una manifestazione di grande ospitalità e devozione, un gesto che il servo riservava al padrone, o la moglie al marito. Che sia stato Gesù nell’ Ultima Cena a spogliarsi, cingersi i fianchi con l’asciugatoio, il telo che veniva usato proprio per questa pratica, e mettersi in ginocchio pone l’atto della lavanda dei piedi sotto una luce completamente nuova.

Papa Francesco ha ricordato che: “Gesù ha sostituito la vittima sacrificale – l’agnello pasquale – con sé stesso: il suo Corpo e il suo Sangue ci donano la salvezza dalla schiavitù del peccato e della morte. La salvezza da ogni schiavitù è lì. È la sera in cui Egli ci chiede di amarci facendoci servi gli uni degli altri, come ha fatto Lui lavando i piedi dei discepoli”.

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