GITE, MUSEI E CENE NELLA VISITA DEI GEMELLI FRANCESI IN CENTRO VALLE



CENTRO VALSASSINA – Un lungo fine settimana di iniziative a amicizia quello appena trascorso in centro Valle dove sono arrivati in visita i gemelli francesi de La Roche Vineuse. Nel racconto diffuso dall’associazione del centro valle tutto l’entusiasmo di quelle giornate, delle gite e dei momenti di convivialità.

Si è conclusa oggi la visita in Valsassina dei nostri “gemelli” francesi. Sono stati quattro giorni di amicizia e convivialità, trascorsi in un baleno!

Giovedì l’arrivo a Cortenova, dove, con il fondamentale aiuto del Gruppo Alpini (da veri amici: “… sempre pronti a dar una mano …”), dopo i saluti di rito dei nostri Presidenti francese e italiana e dei Sindaci di La Roche Vineuse e di Cortenova, abbiamo trascorso una serata all’insegna della polenta taragna e dei formaggi locali. Il tutto nella sala all’uopo addobbata con un gran pavese di mongolfiere tricolori (rigorosamente bianche, rosse e verdi, e bianche e rosse e blu) e nello sfolgorio di mille colori dei fiori di cartapesta predisposti con l’aiuto di alcuni ospiti della Residenza “Villa Serena” di Introbio, che ci hanno pure allietato con la presenza di una loro nutrita delegazione.

Venerdì è stata la volta di una visita a Bergamo alta. Scarrozzati tutti assieme sul loro ampio pullman (condotto dalla sorridente Veronique, che ci ha dato lezioni di impareggiabile maestria, destreggiandosi serena e leggiadra negli ambiti stradali più impervi e meno agevoli, per poi sempre raggiungerci a cavallo della sua fidata bicicletta elettrica), abbiamo potuto stupirci e stupire i nostri “gemelli” francesi con la magnificenza di Piazza vecchia, della Basilica di Santa Maria Maggiore, della Cappella Colleoni, del Palazzo della Ragione, della Torre civica del Campanone, della Fontana del Cantarini, di tutti quegli angoli e scorci con cui Città Alta sa far innamorare chi la viene a scoprire.

Tanta bellezza ha poi trovato riscontro nella squisita ospitalità dello storico locale Il Circolino, dove detta “squisitezza” vale non solo per l’aspetto meramente culinario, ma anche per il calore del personale che ci ha accolto e accudito, nonché, in gran finale, per la “lectio magistralis” tenutaci, a fine pranzo, dalla radiosa Francesca, che, con le parole e col cuore ha saputo illustrarci finalità ed impegno sociale di questa storica cooperativa, coinvolgendoci emotivamente e dandoci ulteriore motivo di soddisfazione per essere stati loro ospiti.  La serata si è poi conclusa presso le famiglie ospitanti, dove ognuno di noi ha potuto verificare che l’amicizia che ci lega si veste di toni più allegri e di più vivace spensieratezza quando è irrorata dall’eccellenza dei vini che, dalla loro terra di Borgogna, i nostri “gemelli” francesi ci hanno portato in segno e suggello della loro fidata amicizia, ormai più che ventennale.

E la mattina di sabato tutti pronti e pimpanti per le visita al Museo della seta di Abbadia Lariana. Lo stupore per la genialità artigianale per le macchine di filatura della seta otto/novecentesche ci ha lasciato tutti stupefatti e ammutoliti. La passione e competenza con cui le gentili accompagnatrici ci hanno illustrato passo passo la strada che conduce dal bozzolo al mantello di seta riccamente damascato con motivi floreali ci ha reso orgogliosi di poter vantare una tradizione produttiva di siffatta raffinatezza e preziosa peculiarità. E di altrettanto legittimo orgoglio ci si è empito il cuore potendo ammirare le bellezze del lago dalla veranda della Pizzeria del campeggio che ci ha ospitato per lo spuntino meridiano, bellezza cui ha fatto da contraltare la superba qualità delle pizze che il pizzaiolo rigorosamente napoletano ci ha saputo somministrare: un boccone ed uno sguardo, un sorso ed uno sguardo, e di nuovo un boccone ed uno sguardo, un sorso ed uno sguardo, “ ad libitum” (o, meglio, a raggiunta massima nostra possibilità digestiva).

A degno suggello di tanta bellezza ambientale e capacità culinaria ha poi provveduto la visita al Museo della Moto Guzzi di Mandello del Lario. Un mito da far luccicare gli occhi! Storia e meccanica si son rincorsi negli anni a conquistar trofei e a mietere record unici al mondo. Soluzioni innovative che ancor oggi fungono da modello ed ispirazione per i più agguerriti costruttori di tutto il globo terracqueo! Di nuovo, anche qui, cuore, passione, genialità e lungimiranza: fiori all’occhiello che siam fieri di poter condividere con i nostri amici d’oltralpe.

Poi, subito, à la grad vitesse, dal lago ai monti, ai nostri monti. E dove trovar miglior ristoro se non presso la trattoria Regina di Crandola (dove, dopo una sosta forzata ai “box” per opportuna e necessaria registrazione e messa a punto, ci ha raggiunto ed è “ridiscesa in pista” la nostra inossidabile Giselda). Anche qui accoglienza ed ospitalità impareggiabili, genuinità e qualità che competevano nell’ampio ventaglio di scelta di un menù a dir poco generoso.

Ma, come rammenta il vecchio adagio, ogni cosa che ha inizio pure ha fine, e così la domenica mattina, questa mattina, volenti o nolenti, ci siam dovuti approntare per la partenza dei nostri fraterni amici. Non prima però di un ultimo assaggio dell’ospitalità valsassinese. Così, presso la tenso-struttura di Introbio, il gruppo di Cortenova dei Valsasnails, ha dato ulteriore prova della sua fantastica capacità, fresca disponibilità e sicura amicizia approntando un tavolo di dovizie e specialità da lasciarci a bocca aperta, o meglio, tra un canto e l’altro, un discorso e l’altro di presidenti ed autorità, ci ha letteralmente prosciugato tutta l’acquolina in bocca di cui potevamo esser capaci.

Finiti canti ed abbracci, inni e discorsi, non ci è rimasta che qualche lacrimuccia da asciugare mentre il pullman, lemme lemme, se ne andava lasciandoci al contempo tristi e contenti, più ricchi nella mente e nel cuore, soddisfatti che questa vicinanza ed amicizia che si rinnova da oltre vent’anni, ancora si rinnoverà il prossimo anno, quando, a nostra volta, andremo a trovare i nostri amici presso la loro bella ed amata terra, che è Patria loro, ma anche un po’ nostra.
Baci, baci, e ancora baci!

Bisous, bisous, et encore bisous!

P.S.: Per chi avesse difficoltà a trovare Val Vineuse sul “Tom Tom” o su “Google maps”, c’è comunque una scorciatoia più facile e sicura: la trovate in fondo al cuore.

 

 

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