RECUPERATO SOTTO LA SLAVINA IL CORPO DI ANTONIO MARIANI



E’ stato ritrovato 200 metri più in basso dal punto dove presumibilmente la valanga lo ha colto. Coperto da 4 metri di neve che lo sovrastavano. Per lui niente da fare, i soccorritori pensano che sia morto immediatamente. Hanno dunque dato esito attorno alle 11 di domenica le ricerche del rifugista Antonio Mariani, riprese nella stessa mattinata. All’opera c’erano una trentina di persone: membri del Soccorso alpino e unità cinofile della Guardia di Finanza (due finanzieri con i loro rispettivi cani da valanga).

Oltre alle sofisticate attrezzature che già sabato non avevano percepito alcun segnale (solo un trasmettitore Arva avrebbe potuto essere individuato attraverso lo spessore di neve che copriva Mariani), domenica per saggiare la grande slavina nei pressi del Rifugio Buzzoni lungo il canalone del Gandazzo sono state usate sonde lunghe più di cinque metri, difficili da maneggiare e la cui risposta viene valutata solo grazie a una particolare sensibilità.

E’ così che la grande massa di neve pesante, con un fronte di circa 250 metri e alta fino a cinque ha restituito il corpo senza vita di Antonio Mariani, l’uomo di 54 anni, sposato e padre di due figli (Simone di 16 anni e Giada di 10). La moglie Laura ha seguito tutte le operazioni dalla casa di Pasturo.
>>> A destra un’immagine di Antonio Mariani sulla neve.

Per il recupero, piuttosto complesso, del corpo del rifugista è stata usata una fune di 200 metri in dotazione all’elicottero presente sul posto e un sistema di contrappesi.

Il velivolo appartente al Roan – Reparto Operativo Aeronautico della Guardia di Finanza di Venegono Superiore (Varese) era condotto dal capitano Antonio Maggio che ha coordinato le competenze della GdF (comprese quelle giuridiche, una volta constatata la morte di Mariani da parte del medico del Soccorso alpino). Sotto, il mezzo impiegato per l’intervento di recupero.
 
Poi la salma è stata caricata a bordo e trasportata a Lecco.

Due gli elicotteri avvicendatisi sul luogo della disgrazia. Per tutto il pomeriggio di sabato, quando ancora la speranza era viva, quello del 118; domenica il mezzo della Guardia di Finanza che aveva anche portato i cani da valanga.

Una tragedia che lascia costernati gli appassionati di montagna e i frequentatori del rifugio, gestito con passione dal Mariani da quando aveva perso il suo lavoro di perito chimico.

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LE RICERCHE IN DIRETTA SU VALSASSINANEWS

13.45 L’elicottero bianco della Guardia di Finanza attraversa i cieli della Valle, trasportando a Lecco il corpo dello sfortunato rifugista
13:10 La salma senza vita di Antonio Mariani è stata recuperata. Il punto esatto individuato grazie a una sonda lunga oltre 5 metri
13:05 Recuperata la salma
12:42 E’ in corso il recupero del corpo di Mariani in questo momento da parte del Soccorso Alpino con un sistema di contrappesi. L’uomo è stato trovato sepolto sotto 4 metri di neve in fondo al canalone Gandazzo. Impegnati ben 30 soccorritori e due cani coadiuvati da elicotteri.
12:00 Il rifugista individuato attorno alle 11 in fondo al canalone Gandazzo. L’uomo è morto sul colpo.
10:00 Proseguono febbrili le richerche del Soccorso Alpino nel canalone "Gandazzo" con unità cinofile ma senza l’ausilio di elicotteri che dentro questa stretta valle riempita dalla valanga non possono operare.
08:50 "Ne sentirete diversi, di elicotteri" dicono dalla sede del Bione
08:35 Arriva da Varese sul posto l’elicottero soccorso della Guardia di Finanza
08:10 Soccorso Alpino in quota: ha raggiunto l’area del Buzzoni via funivia e poi a piedi

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Nella mappa: il luogo del ritrovamento


I
l luogo della valanga in questo video registrato dallo stesso Mariani un anno fa




>>> SLAVINA: LA CRONACA DI SABATO

>>> IL PROFILO DI ANTONIO MARIANI
 

 

 




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