Alluvioni: dalla Valsassina al Veneto Fidarsi e’ bene, non fidarsi e’ meglio…



Un ponte, una specie di collegamento e di amarcord nel vedere le immagini dei disastri in Veneto riporta con la mente al novembre 2002 quando tutta la valle fu colpita da forti piogge che portarono ingenti danni, culminati in un’enorme frana che cancellò per sempre parte dell’abitato di Bindo. La lettera vuole in qualche modo avvisare le persone colpite che oltre al danno potrbbero ora subire una grande beffa, capitata a parecchi valsassinesi colpiti dall’alluvione del 2002.

Di seguito pubblichiamo il testo integrale giunto in redazione


Cari amici Veneti, NON FIDATEVI DI NESSUNO !

Non fidatevi di chi vi dice che arriveranno soldi a pioggia, che sarete aiutati fino in fondo, che avrete agevolazioni fiscali e finanziarie. Non fidatevi di chi arriverà a dirvi che siete da capire, che siete stati sfortunati  ma che verrete aiutati, che anche se avete perso tutto  sicuramente sarete accompagnati verso la ricostruzione.Non fidatevi soprattutto di chi fa sottoscrizioni, di chi raccoglie fondi per darvi aiuto, siano essi esponenti politici, locali o meno, ma specialmente esponenti del clero.

Fidatevi di voi stessi, siate certi del fatto che per venire fuori da una situazione come la vostra l’unico aiuto sarà da ricercare all’interno della vostra famiglia, di alcuni amici, e nessun altro.Non crediate che vi stia facendo vedere più nera di quello che è già la situazione, i tempi duri non sono questi, i tempi duri arriveranno. Dormite sonni tranquilli da ora in avanti, avete molti amici in più su cui contare, anzi mi correggo, che contano su di voi. I nomi sono i soliti, INAIL, INPS, ICI, IRAP, ICIAP, 740, 730, 770, IVA oltre ovviamente a tutte le sovrattasse e i vari balzelli che dovrete restituire.

Non preoccupatevi, da oggi siete sotto l’ala protettrice del nostro fisco perché, e ve ne accorgerete, da oggi siete in debito con il creditore peggiore che possa esistere, con un creditore che ha una memoria che fa un baffo a quella proverbiale di Pico della Mirandola. Un bel giorno vi vedrete recapitare 1, 2 o 3 raccomandate nelle quali vi si fa presente che dovete pagare, con gli interessi e le spese, le tasse non pagate nel 2010, e lo dovrete fare entro 60 giorni.

Senza rendervene conto vi accorgerete che qualcuno non aveva detto le cose vere. Sarete arrabbiati, sarete imbufaliti, sarete soprattutto delusi …
Pensate che abbia esagerato ? Ricordo ancora una riunione in cui l’allora Ministro Giovanardi ci disse :”Il fondo del barile è già stato grattato del tutto, e adesso stiamo scavando nel pavimento sottostante, la situazione è questa.”

Consolante da sentirsi dire non credete ? Io posso dirlo ad alta voce, l’unico somaro che è andato con le ossa rotte sono io, l’unico che non ha visto 1 centesino dallo stato per aver perso l’ufficio a causa di una frana.

In compenso ho pagato migliaia di euro in tasse arretrate gravate dagli interessi, ma questo non mi consola anzi, un po’ mi fa incaxxare! 

[LETTERA FIRMATA]

 

 

 







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