EDITORIALE/PERCHÈ SPARTA (LEGHISTA) NON PUÒ RIDERE



E’ la politica degli anni Duemila, bellezza: perdi ma vinci, guadagni ma perdi. Comunque la si veda (con gli occhi della "vecchia" politica), ognuno può ragionevolmente dimostrarsi soddisfatto: chi ha conquistato la Regione pur lasciando sul campo tonnellate di voti di lista e chi pur fallendo l’obiettivo ha visto crescere la propria presenza – e alla Camera comunque l’ha spuntata, pur se di poco.

Noi, qua nella concreta Valsassina, cerchiamo intanto di fare il punto in mezzo a questi tanti, troppi numeri, partendo da un paio di dati di fatto. Il primo è che l’effetto-Galli così temuto da buona parte della Lega locale c’è stato. Il Carroccio, qui, ha perso vagonate di consensi – a volte dimezzando la propria quota soprattutto nelle urne delle elezioni politiche. Eppure Maroni ha vinto, anche – se non soprattutto – proprio qui. Ora nel campo avverso c’è chi accusa le "oscure Valli" (sentita con le nostre orecchie) di avere vanificato il voto che nelle città ha premiato la coalizione di Ambrosoli (trionfante ad esempio a Lecco e a Milano). Ma chi analizza i dati e i flussi di voto dovrebbe leggere con attenzione certi segnali che giungono "da quassù". Il più esplicito, tagliato col coltello, è il seguente: Grillo ha spiazzato tutti a livello nazionale ma poi quando si è trattato di votare per la più vicina Regione la Valsassina ha risposto massicciamente all’appello.

Emblematico, in questo senso, il "caso-Premana": alla Camera la Lega prende 406 voti contro i 680 delle precedenti Politiche e in paese fa il "botto" Monti che conquista una bella fetta del decisivo elettorato cattolico, beccandosi il 22% a livello di coalizione. Poi apri le urne delle regionali ed ecco che Maroni fa suo il 66,7%: due premanesi su 3 lo hanno scelto come governatore.

Però se si guarda paese per paese, si scopre che il Carroccio ha subito un vero tracollo. Continua magari a risultare il primo partito in termini relativi – e lo fa in centri anche importanti come Primaluna, appunto Premana, Cortenova eccetera. Ma è un bagno di sangue dappertutto, rispetto alle precedenti votazioni. A Ballabio ancora Maroni in Regione, con quasi 11 punti di scarto su Ambrosoli; e invariabilmente una super flessione alle Politiche per la Lega: trecento voti in meno (su 667 totali: un massacro).

Insomma come detto Atene piangerà ma la Sparta leghista può festeggiare solo il risultato. In Valle come altrove (in tutta la Lombardia, in realtà), l’intero centrodestra va a governare sapendo di aver lasciato giù quasi 14 punti percentuali (Maroni vince col 42%, l’ultimo Formigoni ebbe il 56) e centinaia di migliaia di voti.

Il segnale lanciato da qui allora è molto chiaro: la Valsassina rimane "di centrodestra" e Grillo non sfonda; ma attenti cari politici, che se ne combinate noi siamo pronti a bastonarvi (col voto).

 

 




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