PREMANA/COMITATO E LEGAMBIENTE, BRACCIO DI FERRO CONTRO LE CENTRALI



Manifestazione sabato mattina a Premana con partenza dalla zona Industriale di Giabbio dove alle 9:30 il comitato “Salviamo i nostri Torrenti” ha voluto organizzare con Legambiente una giornata di trekking per osservare da vicino i luoghi in cui avverrà la captazione dell’acqua con la costruzione delle centrali. L’iniziativa, inserita nell’ambito della Carovana delle Alpi promossa da Legambiente per porre l’attenzione su luoghi a rischio, nelle intenzioni dei promotori ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ricadute negative per il territorio premanese. Tra le priorità i danni all’ambiente, i costi e la necessità di affrontare la problematiche a rete, anche coinvolgendo altre realtà della Valle ma non solo.

Sono stati quindi nuovamente esposti gli striscioni  comparsi già settimana scorsa in occasione del Giir di Mont, ma non sul tracciato di gara. Sette giorni dopo  il Comitato, già forte di 800 firme sul tema raccolte lo scorso anno, ha raccolto attorno a sé una sessantina di aderenti che hanno preso parte alla lunga camminata per recarsi in Val Marcia prima e ai Forni-Casarsa dopo, dove sono previste opere “destinate a  cambiare irreversibilmente volto al territorio”.

Palpabile la preoccupazione tra i partecipanti che temono come la costruzione delle centrali in realtà sia solo una speculazione a vantaggio dei privati.

La captazione delle acque infatti non solo non avrebbe significative ricadute né in termini di energia prodotta né occupazionali per il territorio, ma anzi porterebbe alla comunità il costo di vedere l’ecosistema mutato e le proprie montagne "compromesse con la scomparsa, ad esempio, della cascata del Dente".

Più nel dettaglio, come ribadito dal Comitato, “intubare  2 km di torrente in Val Marcia, oltre a rovinare l’alveo del fiume con  conseguente impatto sull’ecosistema e rischio idrogeologico elevato, permetterebbe di produrre l’energia appena sufficiente per un capannone di  piccole dimensioni” ma non solo, “verrebbero intubati 14 Km (su 15km) di torrenti e i profitti, stimati in 5 milioni di euro all’anno, sarebbero a vantaggio esclusivo dei privati, anche grazie agli incentivi statali”.

Per Legambiente il presidente di Lecco Pierfranco Mastalli ha inoltre aggiunto come “la problematica dello sfruttamento economico  delle risorse idriche non sia di per sé negativo, ma non può avvenire senza calcolare i costi per l’Ambiente, in termini di distruzione e cementificazione”. Concordi infine i presenti sulla necessità di richiamare gli strumenti normativi a disposizione per richiedere alle autorità competenti un Piano provinciale delle Acque, anche in considerazioni di altre situazioni simili, per esempio Introbio e Cortenova di cui ci siamo già occupati nel nostro giornale.

Carne al fuoco quindi non ne manca e sicuramente l’argomento è di quelli che fa discutere, per intanto da Premana parte un messaggio di sensibilizzazione forte e chiaro: Salviamo i nostri torrenti, e per farlo informiamo e facciamo rete.

Due portavoce del Comitato (Mauro e Fabrizio) intervistati dalla Rai

 

 

 

 

 




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