LA LECTIO DOMENICALE DI DON GRAZIANO: “DIO SI RIVELA AI SEMPLICI”



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Don Graziano

Cari amici, conoscere Dio non è solo un fatto di scienza, ma di santità. Tanti grandi intellettuali, anche teologi di fama, non l’anno conosciuto, e hanno seminato a volte oscurità ed errori dove sono passati: erano intelligenti, ma non erano umili, non erano santi e Dio resiste ai superbi, mentre si apre, si rivela aglu umili, ai semplici.

Quante persone da poco agli occhi del mondo, sono cresciute nella conoscenza di Dio fino ad illuminare tutta la Chiesa con la loro luce. Pensiamo a due dottori della Chiesa come santa Teresa d’Avila e santa Caterina da Siena, che erano donne illetterate, eppure la chiesa beve alle fonti della loro sapienza che scaturisce inesauribile dalle loro opere. Infatti Dio non è qualcosa che si conosce, Dio è Qualcuno che si rivela.

L’umiltà dei semplici e dei pure di cuore lo attira, e noi a volte ci meravigliamo di vedere tanta sapienza in persone semplici e ci chiediamo chi le abbia istruite. In verità c’è una scuola che pochi frequentano, un Maestro che pochi conoscono, eppure è per tutti, ed è accessibile a tutti, non c’è bisogno di libri, basta rientrare in se stessi, nell’intimo di un cuore puro dove la Sapienza istruisce i suoi figli.

A volte uno chiede: “Come istruirmi, come approfondire la fede? Quali libri leggere per crescere nella fede?” Ebbene, uno può leggere anche tutto il Vangelo ogni giorno e restare nella più grande oscurità, come dice il Profeta: “Hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non sentono”. Forse che gli Ebrei non hanno udito il Vangelo? L’hanno udito dalla viva voce di Gesù; forse non hanno visto grandi miracoli? “La Luce è venuta” – dice l’Evangelista Giovanni – ma hanno preferito le tenebre alla luce, le tenebre dell’orgoglio, dell’egoismo, della passione.

Senza un cuore puro, senza un cuore umile, non si conosce e non si vede Dio; non servono le argomentazioni per convincere un ateo, non sono i nostri ragionamenti a portarlo alla fede; meglio dirgli: “Se vuoi credere, mettiti in ginocchio e riconosci che tu sei un nulla davanti a colui che è. Riconosci che sei tenebra davanti alla Luce, e allora nel tuo cuore si aprirà uno spiraglio, dove entrerà la luce della fede!” Dio si rivela ai semplici e agli umili. Più uno riconosce il suo nulla, e più conosce Dio. Ma quando in noi le passioni prendono il sopravvento, quando la superbia della vita ci avvolge nella sua oscurità, quando Satana entra i noi perché l’anima è morta alla grazia, allora ecco che noi diciamo che Dio non esiste, ed è poi difficile uscire da questa tremenda oscurità. Oppure, si può uscire soltanto facendo il passo dell’umiltà.

E’ il grido del lebbroso di Gerico: “Signore abbi pietà di me peccatore!” Allora incomincia il cammino della conversione e, in questo cammino il primo passo è sempre quello dell’umiltà, si riconosce che siamo dei poveretti, dei peccatori, dei malati. E allora comprendiamo il senso delle parole di Gesù: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”.

Don Graziano vicario parrocchiale
6° domenica dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano
Mt 11, 27 – 30

 

 

 




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