IL DOMENICALE DI R. B./REQUIEM PER UN FUTURO POSSIBILE



“Si dovrebbe pensare più a fare bene che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio.”

(Alessandro Manzoni)

 

Don Abbondio o Don Rodrigo?

Risultati immagini per matrimoniBene, oggi parliamo di fidanzamenti, matrimoni, divorzi e compagnia bella (e, nel caso dei matrimoni, solitamente anche cantante). Esprimerò opinioni del tutto personali. Non so se il direttore sarà d’accordo ma, a dire il vero, da quando scrivo i domenicali non mi sono mai posto il problema. Scrivo e basta, poi vedo cosa succede a mezzanotteedueminuti.

Per la gioia di chi non ha molto tempo, inoltre, cercherò di essere il più breve possibile, anche se il tema meriterebbe di essere sviluppato in più capitoli (probabilmente trentotto sarebbero sufficienti).

Cominciamo da un dato storico e inoppugnabile: la prima unione dei comuni d’Italia (correggetemi se sbaglio) è stata siglata in Val Varrone.

VALVARRONE UNIONE logoTanti e tanti anni fa, Sueglio, Vestreno, Introzzo e Tremenico decisero assieme di essere troppo piccoli, di avere delle esigenze comuni, di condividere la vita in un territorio difficile ed intrapresero un cammino che avrebbe dovuto portarli, secondo le regole dell’epoca, nel giro di dieci anni a fondersi in un unico comune, oppure a tornare a pensare ciascuno per sé con tanti cordiali saluti.

Per dire che due stavano insieme e non erano sposati, dalle nostre parti (ma anche altrove, ovviamente) si diceva che “i se cognoss”, si conoscono, e sottinteso era sempre il senso biblico della conoscenza che, come tutti dovremmo sapere, non significa che i due si guardavano una dal balcone l’altro dalla strada e finito lì il teatro.

Diciamo che Sueglio, Vestreno, Introzzo e Tremenico si sono conosciuti (biblicamente o meno in questo caso è irrilevante) e poi hanno di fatto deciso di non sposarsi. Scelte, come se ne fanno tante.

Ma di promessi sposi in Valsassina ne sono seguiti altri. I nomi? Pasturo, Introbio, Primaluna, Cortenova, Parlasco e Taceno, per cui a questo punto avete capito dove voglio arrivare.

marconi eusebioMolti capitoli di questa storia risalgono a quando un sindaco, per ragioni sue legittime sulle quali ognuno dei protagonisti del tempo avrà una propria opinione, vistosi emarginare dalla Comunità Montana pianificò una specie di piccola guerra di posizione progettando con successo la costruzione di una Unione che venne chiamata, “Unione dei Comuni Centro Valsassina e della Grigna Settentrionale”.

Non mi sono mai chiesto e lo faccio ora colpevolmente in ritardo perché mai abbiano aggiunto la Grigna ad una denominazione che già era esaustiva; posso immaginare che il piano prevedesse, in un futuro,  il coinvolgimento anche degli altri comuni che si aggrappano al Monte Codeno e che vivono a bordo lago, per cui se qualcuno me lo potesse spiegare sarebbe il benvenuto.

Ma torniamo a noi. Cioè a loro, ai promessi sposi.

C’erano soldi, è vero, ed erano altri tempi. C’era forse un altro spirito oltre quello di rivalsa e l’idea di percorrere una strada accidentata e piena di buche per poi ritrovarsi tutti assieme su una superstrada verso il domani brillava davvero negli occhi degli sposini.

neve-grigna-bellissima-ottobre-2016Passano gli anni (“otto son lunghi” non solo in via Gluck, figuriamoci qualcuno in più) e, anziché rinvigorirsi, l’amore piano piano diminuisce, gli occhi brillano sempre meno, le rivalse cessano di avere il loro perché la Grigna (quella Settentrionale, naturalmente) pur rendendosi conto del malandare non può far altro che starsene graniticamente ad assistere alla vita che scorre sotto di lei come fa da millenni.

Fosse stata la leggendaria guerriera sarebbe forse scesa in campo assieme alla sua sentinella, ma queste sono solo congetture e lasciano il tempo che trovano.

Il colpo decisivo alla rottura del fidanzamento doveva però darlo un successore del sindaco che aveva distribuito gli anelli. Visto questo, visto quell’altro, considerato che, determinato come, Introbio decide di abbandonare la compagnia aprendo una falla attraverso la quale anche Taceno (da poco salito a bordo) e Pasturo si sono fatti largo prendendo il coraggio a quattro mani.

Risultati immagini per number three“Siamo rimasti in tre” cantava Domenico Modugno nel 1961, mentre Renato Zero spiegò di non aver considerato l’ipotesi del triangolo dichiarandosi aperto all’esperienza; nella storia della nostra canzone troviamo il Trio Lescano e i Tre Tenori; meno noti erano i napoletani Trettrè di DriveIn; tre sono anche i punti che l’Ìnda fa fatica a mettere insieme ogni domenica e in Europa League; in tre erano Rep, Crujff e Keizer che con l’Ajax inventarono il calcio totale.

Poi ci sarebbero i Re Magi, ma in questo contesto c’entrano nulla per cui non prendeteli in considerazione.

Confesso che mi spiace scherzare su un argomento serissimo come quello dell’Unione della Valsassina che non c’è più, evaporata come Sean Connery nel finale di “The Rock”, naufragata, fallita.

E non mi piace com’è andata a finire, non mi piace proprio per niente; mettersi insieme (e lasciamo perdere i perché e i percome) aveva significato l’inizio di un percorso che doveva essere virtuoso ed invece si è rivelato vizioso, confusionario, giocato sulle sovrapposizioni, sul disorientamento dei cittadini, su costi aumentati anziché diminuiti a fronte di servizi pressoché uguali.  

E non certo per colpa dell’Unione in quanto “istituzione”.

Io penso (ed è, la mia opinione che non implica debba essere quella del giornale) che quanto accaduto sia stata una sconfitta per tutti, un passo avanti e tre indietro, un’occasione persa alla faccia dei proclami generali e di quelli che la considerano una specie di pareggio dove tutto torna come prima. Abbiamo perso: punto e basta.

Lo scrivevamo trenta e passa anni fa sul vero “Pioverna”  e continuo a scriverlo oggi su questo giornale che di fatto lo ha sostituito. Non ho cambiato idea: tre comuni, Altipiano, Centro Valle, Alta Valle. E ho scritto (e scrivevamo) “tre comuni”, non “tre unioni”.

Vi ho detto tante volte che uno dei miei posti preferiti è la Ventala: bene, da lì la Valle la si vede tutta intera, ed è così che mi piacerebbe che ragionasse. Ma questo pensiero non fa altro che confermarne un altro, e cioè che di politica ne capisco poco o niente e non mi rallegra il fatto di capire di essere in buona compagnia.

rusconi-e-galli-bellano-e-vendrognoAdesso anche Bellano e Vendrogno si sono fidanzati. Non so quanto tempo passerà prima che si “conoscano” e capiscano meglio di altri che l’unione può fare la forza: io glielo auguro, e me lo auguro.

Qui da noi, prendo atto con rammarico, il discorso è chiuso a meno di improbabili colpi di scena tipo, che so, una conversione da Innominato. Ma l’Innominato era l’Innominato e non si può pretendere che Don Abbondio lo imiti.

Mi accorgo di aver tirato lungo, ma voglio chiudere con un esempio molto concreto di come sarebbe auspicabile operare. Si chiama Montagnelagodicomo, è una rete d’imprese che – grazie ad uno straordinario impegno – negli anni si è già ritagliata un ruolo importante e vuole farsi sempre più largo in una Valle che, da qualsiasi parte la guardo,  Ventala o non Ventala, penso abbia bisogno solo di mani che si stringono e non di mani che si salutano.

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo

Benedetti

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