LA LECTIO DI DON GRAZIANO: LA TIRANNIA DEGLI IDOLI



Periodicamente si fanno inchieste sulla religiosità che vanno constatando la lenta discesa del numero dei credenti in Dio e, soprattutto, quello dei praticanti della religione che dicono di professare.

Ciò che i sondaggi non rivelano è con chi sostituiscono Dio quelli che non credono in Lui e che immagine ne hanno quelli che si dichiarano credenti. D’altra parte, noi che diciamo di credere, accettiamo un solo Dio e Signore delle nostre vite oppure, in convivenza con una religione magica, supestiziosa o farisaica, ammettiamo altri dei paralleli? Ci professiamo monoteisti di principio; ma, di fatto, a quanti dei surrogati – si intenda idoli – rendiamo culto!

La rivelazione biblica, specialmente quella dell’Antico Testamento, mette costantemente in guardia contro la tentazione politeistica. Sicuro e dimostrabile è che un certo numero di persone spodenta l’unico Dio vero, sostituendolo con gli idoli moderni; e molti altri s’ingegnano per mettere vicino al Dio vivente gli dei e gli idoli di morte che oggi paiono essere tollerati.

E’ sufficiente citarne alcuni: il potere, il denaro, la produzione e il consumo; il culto deil corpo e della bellezza fisica, come sublimazione del complesso e del mito dell’eterna giovinezza; il piacere come espiazione prioritaria, che si esprime nel sesso e nell’erotismo, nell’alcool e nella droga; la libertà e il personalismo fino al libertinaggio egoistico e all’autismo infantile, con le loro manifestazioni deplorevoli nella vita personale, famigliare, civile e di lavoro; la scienza omnisciente e il progresso tecnico che emarginiamo Dio come superfluo.

Quanto accettiamo sottomessi la tirannia di questi idoli di morte, vili surrogati dell’unico Dio vero, la nostra pretesa fede monoteistica non ha niente a che vedere con il Dio della vita che nella storia biblica raggiunge la sua piena rivelazione in Gesù di Nazareth, nel quale Dio ci fa suoi figli per mezzo dello Spirito.

Fuori dal cristianesimo, nessuna religione arriva a questa altezza. Se crediamo veramente nel Dio di Gesù Cristo, dobbiamo riconoscerlo come il Dio assolito, il Dio geloso, che non tollera competitori.

Perciò, chiudendo dalla nostra vita gli idoli di morte: denaro, lussuria e superbia, aderiamo al Dio della vita, al Dio del nostro Signore Gesù Cristo.

Don Graziano vicario parrocchiale
Domenica 23 ottobre 2014
Rito Ambrosiano “C”
Prima domenica dopo la dedicazione
Mt 28, 16 – 20

 




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