IL DOMENICALE DI R. B./NORD–SUD–OVEST-EST



S’aduna voglioso, si sperde tremante;
Per torti sentieri, con passo vagante,
Fra tema e desire,
s’avanza e ristà;
E
adocchia e rimira scorata e confusa
Dei crudi signori la turba diffusa,
Che fugge dai brandi, che sosta non ha.

(Coro dell’Atto III – Adelchi – Alessandro Manzoni – 1822)

.
Vogliamo discutere ancora di colori in questa domenica delle Palme?

E sia. Rosso, bianco e nero. Più qualche sfumatura.

Non si sa mai. Non guasta.

Risultati immagini per custer strageComincio con il bianco, sì, quel bianco che, attraversato l’oceano, spazzò via il rosso, ne occupò le praterie, si riversò nei canyon, si impossessò di mandrie infinite di bisonti.

Il bianco che non si fermò sin quando non arrivò dall’altra parte, sulle sponde di un altro oceano e decise che il sangue sparso poteva bastare.

Intanto i bambini dormivano da tempo il lungo sonno sul fondo del Sand Creek.

Eppoi c’è il bianco che ha messo a ferro e fuoco un mezzo continente più a sud.

Risultati immagini per cortez conquistadoresCiviltà sparite, annientate; popolazioni decimate dalle malattie, tagliate a metà da spade e perforate dalla potenza degli archibugi. Davanti una croce, a qualcuno non piacerà, ma la storia non si cancella e lascia il proprio segno in ogni luogo e in ogni memoria; la storia, una volta che è fatta, non la puoi rimuovere, non esiste un tasto, non si lascia trattare come la fotografia del tuo smartphone.

La storia è lì che insegna, ammonisce, rimprovera, mette in guardia. La storia disturba le coscienze, obbliga a riflettere, a guardarsi allo specchio.

E il bianco, colore (guarda un po’) formato dalla combinazioni degli altri colori, ha continuato a volerla scrivere, la storia.

Ha caricato il nero su grandi vascelli, lo ha costretto ad attraversare a sua volta l’oceano di Colombo per usarlo a propria discrezione.

Risultati immagini per luther king killedLo ha costretto ad abbassarsi sui campi di cotone, a servirlo nelle grandi ville che nel frattempo si era costruito.

Lo ha anche ucciso in diretta: “I have a dream”, disse il nero. “E’ il pericolo più grande per la nazione”, scrisse il bianco. E così sia. E così fu.

Risultati immagini per mandelaAltro bianco si sparse sino ai limiti del mondo, dove è estate quando da noi è inverno e le acque si fondono in nome della Buona Speranza, fino a quando un nero cristiano riuscì nell’impresa di restituire dignità ai legittimi proprietari di quei luoghi, dopo non essersi piegato nemmeno di un millimetro in venticinque anni trascorsi nei pochi metri quadri della sua prigione.

E prima di arrivare lì, dove oltre c’è solo il buio del nulla che va a infrangersi contro i ghiacci dell’Antartide, ha attraversato foreste, incendiato capanne, sfidato la culla dell’umanità, perso eserciti, instaurato regimi, approfittato di inimmaginabili risorse, finanziato dittatori, venduto armi, contrabbandato petrolio, costretto bambini a piegarsi alla legge dei diamanti e di altri metalli preziosi.

Da una parte il crepitare delle armi, dall’altra bugie suggerite all’occidente che preferisce chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e mettersi la mano sulla bocca.

Ma la storia ha una memoria infinita e, non appena intravvede uno spiraglio, non esita a gettarvisi dentro riversando oltre la soglia aperta un alluvione di antichi rancori, uno strano miscuglio di paura e sangue, orgoglio creduto annegato in non so quale dei sette mari ed improvvisamente riapparso addirittura rafforzato tra onde di burrasca.

Manzoni 4Qualcuno si ricorda?

L’Historia si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mano gl’anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia”.

Così il nero, e le sue varie sfumature, decide che la misura è colma e cerca il riscatto.

E il bianco prima non ci crede e poi lentamente, troppo lentamente, comincia a rendersi conto di cosa sta succedendo; piano, troppo piano, si accorge che la storia che lui ha scritto è riuscita a farsi largo tra le curve del tempo.

E non è pronto, il bianco, lui, asse di cuori, a fare i conti con il due di picche. Gli sembrava lontano, incapace, sottomesso, l’ultima carta del mazzo.

Invece.

Buona domenica delle Palme.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo

Benedetti

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P.S.: Ho paura del buio e del nero come tutti gli altri esseri umani, perché è normale averne a meno di essere diventati delle macchine. Ma più del buio e del nero mi fanno paura – e incazzare – quelli che se ne approfittano per i loro scopi meschini e per il business che ne deriva. Quelli proprio non li sopporto, neri, bianchi, rossi o gialli che siano.

 

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