CAVA CHIUSA A CORTABBIO, IL SINDACO ARTUSI: “CANONI NON PAGATI, FACILE ORA PARLARE DI CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI…”



Spett.le Direzione,
come noto non amo polemizzare ma ritengo doveroso fare alcune precisazioni su questa lunga e complessa vicenda.

Stupisce infatti leggere che il Comune avrebbe rifiutato ogni compromesso e/o accordo. Basta infatti leggere i corposi atti intercorsi in questi anni per rendersi conto di come sin dall’inizio si sia cercato di andare incontro alle richieste di controparte, in un primo momento dilazionando i canoni dovuti ( peraltro non pagati…) e successivamente, una volta assunta dal Consiglio Comunale la decisione di procedere alla alienazione dell’area, di trovare una soluzione ottimale per entrambe le parti. Le sole risposte ottenute sono stati i diversi ricorsi al TAR ed al Consiglio di Stato, tutti puntualmente respinti.

CAVA CORTABBIOL’Amministrazione Comunale e i responsabili d’area interessati, in primis quello dell’Ufficio Tecnico, di fronte alla inottemperanza della Società Cava di Cortabbio alle ordinanze di rilascio dell’area occupata senza titolo si sono limitati ad applicare la Legge per tutelare gli interessi e i diritti del Comune. Sottolineo questo punto perché quanto fatto dal Comune non è stata una facoltà e/o una scelta bensì un dovere a pena di risponderne personalmente per procurato danno erariale di fronte alle preposte autorità giudiziarie contabili.

Legge che mi permetto di ricordare non permette “scorciatoie” neanche nel trovare potenziali acquirenti dell’area che sarà oggetto di asta pubblica sulla base di una valutazione fatta da un organo super partes quale è l’Agenzia delle Entrate.

E’ ora sin troppo facile da parte di controparte fare leva a livello mediatico sulle conseguenze occupazionali. Forse sarebbe stato più opportuno , nell’interesse dei pochi lavoratori rimasti, ponderare meglio le decisioni assunte e valutare soluzioni logistiche ed economiche differenti, peraltro condivise anche dall’Amministrazione Comunale ma inspiegabilmente rifiutate dalla società Cava di Cortabbio.

In ogni caso l’amministrazione comunale non resterà certo indifferente a tale problematica impegnandosi a percorrere da subito ogni strada possibile per una ricollocazione dei lavoratori.

Concludo nel concordare con quanto riportato nell’articolo del vostro giornale: “ la vicenda si è risolta nel modo forse peggiore…” ma vi assicuro non ci è stata data altra scelta.

I più cordiali saluti.

ARTUSI MAURO PRIMALUNAMauro Artusi

Sindaco
Comune di Primaluna




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