CACCIATORI SCONFITTI IN REGIONE SU DEROGA E ROCCOLI, COMBI (PREALPI LECCHESI): “A FAR DANNO SONO GLI ESTREMISMI, DA UNA PARTE E DALL’ALTRA”



CASSINA VALSASSINA – Sono quasi 700 gli iscritti che fanno parte del Comprensorio Alpino di Caccia “Prealpi Lecchesi”, presieduto da Roberto Combi, sindaco di Cassina e appassionato cacciatore.

Proprio a lui abbiamo chiesto un commento alla clamorosa – anche politicamente – bocciatura ieri in consiglio regionale di due proposte di legge appunto della Regione collegate a caccia in deroga a fringuelli e peppole e riapertura dei roccoli. Un voto (segreto) che ha messo in imbarazzo la Lega e non solo, segnalando ancora una volta come la caccia abbia non pochi nemici, anche in un “feudo” quale è sempre stato quello lombardo.

Combi, che succede e come l’avete presa, nell’ambiente dei cacciatori lecchesi?
“In generale, il problema della caccia è sempre stato affrontato in modo estremista da chi non la vuole e contemporaneamente quasi sempre non ne sa nulla… La caccia non è uno sport ma una passione, un mondo difficile da capire per chi non la pratica”.

Però avete incassato una sconfitta inattesa e proprio in questi giorni c’è stato un episodio tragico costato la vita in Liguria a un giovane scambiato per selvaggina
“Fa parte di una tendenza, ormai siamo bersaglio di tutti. Però fatemi dire che in un certo mondo ambientalista ci sono idee sbagliate,  ad esempio se la prendono coi pescatori accusandoli di far diminuire le alborelle nel lago – ma non è certo la pesca a farle calare, le cause vanno cercate altrove ad esempio nell’inquinamento eccetera. Stessa cosa a suo tempo contro di noi per la beccaccia”.

Ma tornando all’ennesima persona uccisa da un cacciatore?
“Anche qui: non interpretiano le cose in modo estremistico, chiaro che è un dramma e che chi ha sparato ha fatto un errore pazzesco. Ma con questo non si può dire che TUTTI i cacciatori sono degli assassini. Cerco di spiegarmi: ho sentito la Michela Brambilla chiedere di impedire l’attività venatoria di domenica. Mi verrebbe da rispondere (e badate bene: io e i miei parenti facciamo scialpinismo) di vietare lo scialpinismo la domenica. Sapete quanti morti hanno provocato 4 deficienti che vanno in giro a fare quello sport e provocano valanghe? Vogliamo fare un confronto con le vittime di incidenti di caccia? Ecco, io credo che a fare danno siano soprattutto gli estremismi, da una parte e dall’altra”.

Tornando al tema “caldo”, quelle due leggi regionali bocciate…
“Non sarebbe cambiato niente: fringuelli e peppole si sono sempre cacciati, mentre sui roccoli va detto che ormai quelli che potrebbero tornare ad andare sarebbero non più del 5% tra gli esistenti. I roccoli avevano un loro valore e anche adesso consentirebbero di cacciare anche a chi non può più sottoporsi a scarpinate e attività pesanti nei boschi. Erano leggi con conseguenze inesistenti sull’ambiente. Ma lo ripeto, e concludo: è in atto una campagna al limite del terroristico nei confronti della nostra passione. Ci riusciranno, un po’ alla volta la caccia quasi scomparirà. Dico quasi perché comunque alcuni generi resteranno consentiti, già ora la regolamentazione è ferrea e dissuasiva”.




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