DON GABRIELE COMMENTA LE LETTURE DELLA SECONDA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA



Il Vangelo di oggi riprende una manifestazione di Gesù già ricordata nella Liturgia dell’Epifania. È il miracolo compiuto alle nozze di Cana, quando Gesù cominciò a manifestarsi e i discepoli a credere in lui. Nel racconto evangelico Maria ha una parte importante quanto discreta: è la sua caratteristica.

Sicuramente mangiava e chiacchierava con gli altri invitati, ma con uno sguardo particolare, con l’attenzione a quello che succedeva intorno e di cui gli altri non si accorgevano.

Il suo sguardo attento le fa vedere che manca il vino…. e se manca il vino, manca la gioia, e questo avrebbe certamente comportato notevoli disagi in quel giorno di festa.

Con discrezione, Maria fa presente la situazione a Gesù senza chiedere nulla, certa che lui avrebbe fatto qualcosa nonostante la risposta secca che può farci rimanere male: “Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”, e dice ai servi di fare quello che Gesù dirà loro.

E il miracolo si compie: è il miracolo dell’acqua tramutata in vino, un vino migliore del precedente, è il miracolo della gioia dopo la preoccupazione.

Ma per noi, non presenti a quelle nozze, quali attualità ha questo Vangelo?

Il primo pensiero lo raccogliamo dalla parola “la sua ora” di cui parla Gesù.

Con un’immagine simile a quella del Vangelo di oggi, nella prima lettura già Isaia dice che Dio avrebbe preparato un tempo di consolazione e non più di lutto.

Ma qual è questo tempo?

Nel Vangelo Gesù dice che non è ancora giunta la sua ora, ma poi, sembra per l’intervento di Maria, compie il miracolo.

Anch’esso però è solo un segno, come lo chiama il Vangelo.

L’ora del compimento della promessa di Isaia e del significato di questo miracolo sarà l’ora della morte e risurrezione di Gesù: “è giunta l’ora, Padre, per me….”.

Si capisce allora come Paolo, nella seconda lettura, raccomandi di stare radicati nella persona di Gesù, senza farci distogliere da vuoti ragionamenti.

Non possiamo non raccogliere anche il ruolo dell’intercessione di Maria.

Non è Maria a comandare a Gesù,  ma Maria indica la strada dicendo ai servi: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.

È la strada che Maria indica anche a noi, perché si compia anche nella nostra vita il miracolo della gioia e della vita nuova portata da Gesù.


Don Gabriele

Vicario parrocchiale




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