BARZIO, IL SINDACO CONFUSO IN CONSIGLIO? MACCHÉ MOBILITÀ, GORETTI ‘ARRUOLATO’ GIÀ PRIMA DELLE DIMISSIONI



BARZIO – Concorso, mobilità o prestito, l’ingaggio di Goretti “s’aveva da fare”. Due delibere evidenziano le contraddizioni dell’amministrazione barziese nell’affrontare l’inserimento negli uffici comunali dell’esponente di maggioranza Stefano Goretti il quale, oltre ad aver partecipato a un bando di mobilità, è stato richiesto in prestito al Comune di Calolzio una settimana prima che rassegnasse le dimissioni dagli eletti. Ciononostante, giorni dopo, il sindaco in Consiglio Comunale parlava ancora di concorso.

Ricostruiamo la vicenda con ordine. Era il 14 settembre quando il segretario comunale pubblicava l’ “avviso pubblico di mobilità volontaria esterna per la copertura di n. 1 posto di istruttore amministrativo cat.C area tecnica a tempo pieno ed indeterminato“. Pochi giorni dopo la commissione del Comune di Barzio si riunì e valutò positivamente il candidato Stefano Goretti, unico a presentarsi e in quel momento dipendente del Comune di Calolziocorte nonché consigliere di maggioranza eletto con il gruppo Barzio nel cuore.

Trascorre circa un mese fino a quando Palazzo Manzoni “con nota del 13 ottobre 2021 [chiese] al Comune di Calolziocorte la possibilità di avvalersi dell’attività lavorativa del dipendente Sig. Goretti Stefano fino al 31 gennaio 2022“.

Il 20 ottobre ecco che Goretti rassegna le dimissioni da consigliere comunale di Barzio, e il giorno seguente il Comune di Calolziocorte autorizzò “il proprio dipendente comunale Sig. Goretti Stefano a prestare la propria attività lavorativa c/o il Comune di Barzio oltre l’orario di lavoro“.

Nella stessa data, 21 ottobre, la giunta barziese – presenti il sindaco, il vice e l’assessore – poté così ufficializzare la collaborazione con Goretti, specificando i termini temporali “dal 25 ottobre 2021 al 31 gennaio 2022 per 12 ore settimanali”. È in questo atto, la Delibera di Giunta n.119, che tutta la vicenda è ricostruita cronologicamente.

Si giunge così al Consiglio comunale dello scorso giovedì 28 ottobre, quello in cui il sindaco Giovanni Arrigoni Battaia perse il controllo nel replicare a una considerazione della minoranza. Il verbale della surroga delle dimissioni di Goretti dall’assemblea elettiva – agli atti da poche ore, è la Delibera di consiglio n.45 – è estremamente sintetico e dunque sorvola su una buona parte del confronto tenutosi in aula (nulla di scandaloso: in queste assemblee è prassi sintetizzare gli interventi, diversamente vengono depositati in forma scritta o espressamente dettati); tuttavia riporta il seguente scambio:

La procedura “effettuata correttamente” di cui parla il sindaco Giovanni Arrigoni Battaia è il concorso/mobilità che avrebbe portato alle dimissioni del suo consigliere comunale, mentre non fa alcun riferimento alla “formula del prestito” intercorsa tra Barzio e Calolziocorte con la quale Goretti già dal lunedì precedente era autorizzato a lavorare negli uffici di Palazzo Manzoni. Prestito richiesto, val la pena ricordarlo, il 13 ottobre quando l’esponente di maggioranza era ancora a pieno titolo consigliere comunale.

Insomma, a leggere le carte pare proprio che l’ingaggio del consigliere Stefano Goretti nel Comune amministrato da Barzio nel cuore “s’aveva da fare”. Con concorso, mobilità o prestito a ore che fosse. Una certezza tra le tante contraddizioni che nemmeno l’irruenza del sindaco è riuscita a mascherare.

Cesare Canepari

 

 




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