DON GABRIELE COMMENTA LE LETTURE DELLA SESTA DOMENICA DI AVVENTO



Giunti ormai nell’imminenza del Natale, la Liturgia ci fa celebrare la Divina Maternità di Maria. E’ quasi un anticipo di quell’andare a far visita a Maria dopo la nascita di Gesù, perché, come fanno le nostre mamme, ci mostri il bambino e lo metta fra le nostre braccia. Una scena così non può essere che di gioia o, più esattamente, di letizia. E’ il sentimento che ci invita ad avere Paolo nel brano di lettera ascoltato: “Siate sempre lieti nel Signore”.

E’ la letizia che immaginiamo Maria augura anche a noi e che ci richiama quella gioia promessa da Gesù: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”.

Ma come credere a questo augurio dopo tante promesse che ci hanno lasciato delusi?

La gioia di cui qui si parla non è disgiunta da afflizioni, ma è più forte e resiste nonostante le afflizioni.

Anzi, sembra che non possa prescindere da esse: come la gioia per un bambino che nasce non prescinde dalle doglie del parto, ma le attraversa e le supera.

E’ la logica che ritroviamo costantemente nel Vangelo: basti pensare alle beatitudini che fioriscono in persone segnate dal dolore o dalla fatica, o all’esempio della spiga che nasce dal seme che muore, o alla gioia per il perdono e l’abbraccio del padre per il figlio prodigo che ritorna a casa pentito.

La certezza di Maria nel porgerci questo invito alla letizia, ma anche la sua modestia e realismo nel porgercelo sono già una garanzia che non si tratta di promesse deludenti.

Il non nascondere le difficoltà e i dolori della vita sembra quasi un invito a cercare lì, al fondo di esse, la gioia promessa.

E’ un cammino difficile che vorremmo evitare, ma è solo lì che possiamo trovare questa gioia promessa.

Maria l’ha trovata al fondo di un “sì” che ha sconvolto tutta la sua vita: sconvolti i suoi progetti di gioia e di quieta vita terrena con Giuseppe, sconvolti per quel figlio appena nato perché “una spada ti trafiggerà l’anima”, sconvolti sotto la Croce.

Ci sono parole dure nel Vangelo, come quando Gesù dice:

“sarete perseguitati da tutti a causa del mio nome”, anche se subito aggiunge: “ma neppure un capello del vostro capo andrà perduto”.

Oggi Maria condivide con noi una boccata di gioia anche terrena per la sua maternità: condividere con sincerità questa sua gioia vuol dire anche essere pronti a riprendere con lei il cammino dei nostri doveri quotidiani per trovarvi quella letizia promessa.

Don Gabriele
Vicario parrocchiale

 

 

 

 




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