CICLABILE SULLA DORSALE OROBICA. “NON DEVASTERÀ LE MONTAGNE?”



Caro direttore, rileggendo le pur scarne informazioni relative al Protocollo di Sviluppo reso noto mesi fa, oltre alla sciagurata “autostrada” per il piazzale delle funivia di Barzio ed alla anacronistica seggiovia di Artavaggio, si coglie un accenno ad un “percorso Transorobico” che “consentirà di andare da Morterone a Premana passando dai Piani di Artavaggio e di Bobbio con un percorso cicloturistico in quota” (cito il comunicato dei Sindaci del 9 Agosto scorso).

Ora, chi è pratico di montagna sa che realizzare una pista ciclabile in pianura è una cosa molto diversa da una pista ciclabile in montagna: in valle è cosa facile e poco invasiva, mentre un sentiero spesso ha tratti con pendenze, o su roccia, o con fondi friabili, inadatti ai cicli. Per rendere ciclabile un sentiero occorre ridurre le pendenze con i tornanti, occorre spianare le rocce, allargare le tracce… insomma un impatto devastante. Ma queste cose un amministratore locale amante del cemento, o un funzionario seduto alla scrivania di un ufficio forse non le sa.

Nel nostro caso, un percorso escursionistico ciclabile da Morterone a Premana dove passerebbe? Sulla Dorsale Orobica Lecchese? In questo caso chi conosce il sentiero sa che ci sono lunghi tratti che per essere resi ciclabili dovrebbero subire una trasformazione devastante. Vi immaginate rendere ciclabile il Passo del Toro, o il Vallone dei Mughi, o il tratto selvaggio tra il Nicola e Bobbio?!

Qualcuno dirà che è allarmismo. Purtroppo non è così: le notizie che arrivano dalla costruzione di una ciclabile in val Poschiavina ci raccontano una storia di interventi molto pesanti e distruttivi (allego qualche foto di Michele Comi). Ma veramente ci sono cicloturisti interessati a pedalare in questo scempio?

Cari amici di Valsassinanews, chiarimenti dagli Enti non se ne hanno: è possibile sapere dove dovrebbe passare questo progetto? Ha senso che le ciclabili passino sui sentieri in quota, e non sui fondovalle? Quanto sarebbe realmente invasivo questo progetto?

Ben vengano gli itinerari cicloturistici in fondovalle o nei percorsi di risalita (magari senza esagerare col cemento, vedi la strada forestale che sale ad Artavaggio dalla Culmine), ma non rovinate anche le montagne!

Grazie fin da ora se riuscirete a fare chiarezza.

Matteo Cimenti

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