TACENO: FESTA DELLA LIBERAZIONE NELL’ESEMPIO DI ORESTE PEZZATI E DEGLI OTTO ‘RESISTENTI SENZA ARMI’



TACENO – Al Monumento ai Caduti la comunità di Taceno rappresentata dal sindaco Alberto Nogara ha celebrato la Festa di Liberazione. Presente come delegato Anpi il presidente della sezione Valsassina, Angelo Pavoni, che ha voluto ricordare gli otto concittadini deportati perché rifiutarono di prendere le armi al fianco della Repubblica Sociale di Salò e dell’alleato nazista, oltre a ridare luce alla sorte di Oreste Pezzati, assassinato sul Ponte della Vittoria a Cremeno.

Il discorso del presidente Anpi:

I nostri concittadini deportati o internati nei Lager nazisti sono state le prime forme di resistenza, hanno detto no alle Repubblica sociale di Salò e SS tedesche, essi sono definiti “resistenti senz’armi”, a Taceno abbiamo avuto ben 8 deportati:

Aldè Antonio nato a Blevio (Co) il 30/03/1924 M
Balassi Antonio Isidoro Carlo nato a Taceno il 07/05/1912 M
Ciresa Melchiorre nato a Taceno il 16/09/1915 M
Invernizzi Santino nato a Barzio l’11/01/1920
Pensa Antonio nato a Taceno il 07/11/1920
Pezzini Prassede nato a Taceno il 19/04/1924
Soggetti Gerolamo nato a Taceno il 23/01/1916 M
Tantardini Giuseppe nato a Taceno l’11/06/1922

Vorrei anche ricordare il nostro concittadino Oreste Pezzati di Rodolfo e Galeazzi Luigia, nato a Taceno il 19 settembre 1909, poi residente a Barzio, assassinato presso il ponte della Vittoria a Cremeno, da una pattuglia delle Brigate nere il 16 dicembre 1944. È un fatto venuto alla luce a seguito di recenti ricerche effettuate da Beppe Amanti, che ha trovato dei documenti che illustrano questo tragico fatto fino ad oggi poco conosciuto.

Pezzati era un sottotenente di fanteria, che dopo aver combattuto contro i tedeschi a Piacenza, l’8 settembre 1943 riuscì a fuggire e ritornò a Barzio, ove favorì apertamente le formazioni partigiane costituitesi in Valsassina, agevolando loro i rifornimenti dei viveri e di indumenti e procurando loro utili informazioni sulla dislocazione dei movimenti delle truppe nazifasciste. Era figlio del maestro Rodolfo Pezzati, che svolgeva anche l’incarico di esattore delle tasse sull’altopiano valsassinese. Con delibera del 25 ottobre 1948, n° 12891, del Ministero dell’assistenza post-bellica, è stato riconosciuto come partigiano combattente caduto per la lotta di liberazione.

Che questi nostri concittadini siano stimolo per tenere viva la memoria e che fatti del genere non accadano mai più.
Viva la lotta di liberazione e Viva il 25 aprile.

 

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