DON GABRIELE COMMENTA LE LETTURE DELL’11ª DOMENICA DOPO PENTECOSTE



Il Vangelo di questa domenica contiene alcune raccomandazioni che Gesù diede ai suoi discepoli per prepararli ad essere missionari nel mondo. Si tratta di raccomandazioni non facoltative e che valgono anche per ciascuno di noi e per tutta la Chiesa. Dice Gesù: “Vi mando come pecore in mezzo ai lupi”: traspare da queste sue parole la radicale distanza fra Gesù e la mentalità del mondo.

È vero che Gesù è venuto per tutti e specialmente per chiamare i peccatori a salvezza; ma c’è una mentalità che è radicalmente contraria a Gesù, ed è questa che Gesù paragona a lupi e per la quale, nella preghiera dell’ultima cena per i suoi discepoli, disse: “Padre, ti prego per loro: sono nel mondo, ma non sono del mondo. Custodiscili dal maligno”.

Aveva anche detto: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”: il cristiano sa che prima o poi, in un modo o nell’altro, giungerà al punto in cui seguire Gesù o il mondo saranno due strade radicalmente diverse e dovrà scegliere. In questo brano di Vangelo Gesù invita i suoi discepoli ad avere prudenza e semplicità. Prudenza non è l’arte delle mezze misure, del non rischiare, del non esporsi, ma è la capacità di giudicare rettamente secondo il Vangelo.

E semplicità non è altro che avere un comportamento conseguente e coerente: “Il vostro parlare sia sì se è sì, no se è no. Il di più viene dal maligno”.

Come è bella la figura di un cristiano che si comporta così!  Così è stato Gesù: davanti al Padre e davanti agli uomini.

Chiamati a vivere nelle ambiguità del mondo, Gesù ci inviata ad armarci di prudenza e di semplicità e a cercare luce di giudizio e forza per un comportamento coerente nello Spirito Santo non aspettandoci manifestazioni clamorose; la sua ispirazione è più vera quando è accolta nel silenzio della nostra coscienza (come la brezza in cui Dio si manifestò ad Elia), e con la consapevolezza della nostra debolezza (per essere al riparo dalla superbia distruttrice, come dice Paolo).

Vorremmo così tutta la Chiesa: semplicemente fedele al Vangelo, non calcolatrice: la vorremmo vicina ai poveri, ad ogni uomo, anche ai potenti, ma non per la loro potenza.
Come fare?

Possiamo solo partire da noi stessi e accorgerci e testimoniare che vivere così è giusto e bello; anziché inaridirci seguendo la mentalità del mondo.


Don Gabriele

Vicario parrocchiale

 

 

 

 

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